Dad? Un cambio di paradigma

È arrivato il momento di una Alleanza scuola e startup

Nonostante le polemiche in Italia abbiamo avuto centinaia di milioni di ore di studio a distanza con i sistemi più diversi in genere messi a disposizione dai giganti del web. startup al servizio della scuola

8,4 milioni è il numero degli studenti escluso gli universitari. Una platea impressionante a cui offrire servizi educativi in rete al passo con i tempi ed adeguati alle aspettative della società contemporanea.

La Dad è stata la massiccia risposta emergenziale all’emergenza pandemica, ed in generale ha funzionato trasferendo le lezioni frontali dalla classe al video. Niente di più.

Come per il lavoro la didattica a distanza non può e non deve limitarsi al trasferimento del confronto frontale docente-discente/i ma cogliere le opportunità messe a disposizione dalla tecnologia. C’è un patrimonio di buone pratiche, framework ed anche di materiale prodotto in praticamente tutte le lingue del mondo tale da poter essere cucito sartorialmente intorno alle direttive della pedagogia, dei programmi nazionali e delle scelte autonome dei singoli istituti, non senza il contributo degli studenti stessi che, come accadeva nelle Agorà, possono avere dei momenti di confronto orizzontale con la struttura scolastica e con i singoli docenti senza tema di snaturare quello che è il sistema gerarchico delle relazioni.

Ora immaginate se nel passato con la scrittura e poi con la stampa ci si fosse limitati a trasferire le esperienze delle Agorà in un semplice rapporto epistolare. Fortunatamente non è andata così. Ora siamo in presenza della stessa potenzialità di cambiamento, e già sappiamo tutti che questa breccia come lo ha fatto la scrittura E come lo ha fatto la stampa. La domanda è: vogliamo subirlo questo cambiamento o governarlo ed esserne protagonisti?

Per questo a me francamente sembra davvero sterile sentire ancora parlare di problematiche legate ai banchi quando avete una macchina da corsa come l’attuale infrastruttura tecnologica e la diffusione di rete pervasiva che vi permetterebbe letteralmente di tagliare tutti i tempi morti ed avere spazi immersivi di approfondimento e momenti di dibattito ed elaborazione di quel pensiero critico che è il corollario della formazione.

Chi si occupa di software ed in generale di tecnologia si sottopone costantemente ad un ciclo di formazione continua anche perché ogni tre anni letteralmente per noi cambia tutto. Altrettanto in generale la scuola utilizza costantemente ciò che noi produciamo in risposta ad altre esigenze.

Dunque perché non incontrarci per sviluppare delle soluzioni comuni?

Volete davvero continuare a sentire parlare di banchi chi, a differenza Vostra, la scuola non la vive?

Startup e scuola

Perché dunque non partiva con un bel bando per Le startup che si occupano di soluzioni per la scuola e per la didattica remota, inclusiva per chi ad esempio è impossibilitato a causa delle proprie fragilità ad andare in classe?

Noi le soluzioni probabilmente le abbiamo già ma comunque siamo in grado di crearle ed in un tempo molto breve.

Metteteci alla prova. Chissà se i prossimi unicorni, c’è le prossime aziende di dimensioni globali della tecnologia, non saranno proprio orientate ai servizi ai cittadini ed alla scuola. Ci pensate fossimo noi dall’Italia ad esserne protagonisti