Open data ed informazione

Il sistema di elaborazione grafica della John’s Hopkins university è uno dei più usati da istituzioni ed informazione per descrivere l’andamento della pandemia del covid-19.

Questa non è, naturalmente, l’unica mappa o sistema di elaborazione infografica basato sugli Open data legati a questa diffusione pandemica tuttavia ha acquisito una grande autorevolezza. Superiore a quella dei blasonati concorrenti come l’elaborazione effettuata da Microsoft sulla propria piattaforma Here e sulle varie iniziative basate su ArcGis, questo nonostante la grande disponibilità di esperti di sistemi informativi territoriali, quelli che si chiamano gis appunto, presenti nella nostra nazione.

A mio avviso un caso particolare può essere rappresentato dall’assenza dell’Istat che pure è dotata di un dipartimento che si occupa di sistemi informativi territoriali con rappresentazione in forma di mappe, Gistat, è di un notevole professionismo. Potrebbe non essere un investimento sbagliato lo sviluppo di uno spin-off che assieme con aziende ed università possa competere in questo campo con le più importanti realtà internazionali e rappresentare una fonte primaria ed affidabile per l’informazione italiana ed internazionale anche sulle dinamiche a più rapida evoluzione, come sta accadendo con il covid 19. Ne ho scritto al ministro per l’innovazione, Paola Pisano, segnalando questa opportunità anzi questa che potrebbe essere una iniziativa di livello strategico.