Mozione Crisi Aziendali Umbre

Tiziana Ciprini, Deputato portavoce in Commissione Lavoro, presenta oggi la Mozione crisi aziendali Umbria in Parlamento.

Sui tavoli nazionali ed europei si deve combattere anche dai territori come quello orvietano per portare a casa qualche minimo risultato utile ad evitare la desertificazione. Quello che fa rabbia è l’occasione persa della proposta a 5 Stelle sul Centro del Made in Italy per riportare linfa vitale alla zona industriale di Bardano.

Una operazione a costo zero, di sviluppo sostenibile, duraturo e di qualità, bollata come proposta “sarcastica” dagli esponenti Pd.

Qui di seguito il testo che ho chiesto alla nostra portavoce di aggiungere di aggiungere alla Mozione parlamentare.

Preambolo (crisi Electrosys):

In pag. 3: se ritieni, tra i vari tavoli di crisi, di inserire dal nostro territorio la Electrosys (la cui vicenda è seguita anche Stefano Lucidi che ci legge in copia). Si tratta della società presentata in “Umbria che Eccelle 2014” edito dal Corriere dell’Umbria, che ha contribuito al Nobel italiano per il Bosone di Higgs, la particella di Dio, attualmente in scadenza di concordato con a rischio 55 famiglie nonostante le tante commesse internazionali ed i clienti di alto profilo.

Impegni (Integrare anche lo strumento “cluster” d’innovazione):

Pag. 6 dove parli di reti d’imprese e Made in Italy: posso portarti un esempio da Orvieto. In Comune abbiamo appena ricevuto una sonora bocciatura d’una proposta per l’area industriale di Fontanelle di Bardano che ti sintetizzo brevemente e sulla quale lavorare magari anche in vista delle regionali. (Qui l’articolo sulle testate online – Se serve c’è rassegna stampa) e, non nascondiamocelo, noialtri vorremmo che la proposta fosse, per quanto possibile, rilanciata in Parlamento od in Europa.

Bardano Centro del Made in Italy (Sintesi):
  1. Società geografica internazionale rileva che il centro esatto d’Italia è nella zona industriale di Fontanelle di Bardano [link]
  2. Mozione M5S per il riconoscimento di tale peculiarità e per coglierne le opportunità con una precisa azione di sviluppo industriale e marketing territoriale [Link] di seguito i punti salienti:
    1. « Il Sindaco a far apporre una pietra miliare all’ingresso dell’area produttiva di Bardano che identifichi il distretto industriale di Bardano come centro dell’Italia che produce e che lavora, centro di tutto quello che è Made in Italy»

    2. « Impegna l’assessore alle politiche di Sviluppo e Marketing Territoriale a proporre al Consiglio Comunale, in forma di linee guida progettuali, tutte le politiche d’attrazione imprenditoriale, dei capitali di sviluppo e di accesso ai finanziamenti atti a portare nuove imprese ad investire nel “Centro del Made in Italy” entro 30 giorni dall’approvazione della mozione e che queste dovranno contenere proposte per una nuova denominazione dell’area produttiva tale da renderla identificabile come “Centro del Made in Italy”»

  3. Mozione RESPINTA: all’esito negativo in Consiglio abbiamo stigmatizzato la posizione del Pd (che ha definito “sarcastica” e “probabilmente sbagliata nella forma” la mozione)
  4. Successivamente (mentre partivamo assieme per Bruxelless) abbiamo presentato alla stampa ed ai cittadini cosa si sono già persi con l’esempio di come si sarebbe potuta sviluppare l’area in oggetto:Il riconoscimento era quindi il primo fondamentale atto consiliare a cui agganciare tutta la serie di potenziali iniziative che potevano contribuire allo sviluppo dell’area industriale di Bardano. Tutti i distretti produttivi concorrono con i loro progetti a finanziamenti comunitari, internazionali, regionali e nazionali e li ottengono in funzione di progettualità valide e sostenibili e c’è una graduatoria: ogni singola richiesta di finanziamento europeo, legge nazionale, contributo di una camera di commercio cinese, patto di filiera o contratto “di rete” sul modello standard di confidustria dove appoggiarsi ad un atto simile, ed ai vantaggi che essa potrebbe portare. Per ora Bardano è una zona industriale come un’altra, senza logistica autostradale, senza un’anima o la visione di cui tutti si amano parlare. Se fosse stata approvata la mozione del M5S  avremmo un centro amministrativamente riconosciuto quale punto nodale del Made in Italy, proprio mentre si afferma il nascente mercato delle tecnologie indossabili (wearable), la cui sola parte elettronica è costruita nelle silicon valley di tutto il mondo ma per la cui parte estetica sicuramente i nostri designer, stilisti e le nostre aziende potrebbero fare la parte del leone, come ha dimostrato l’acquisizione di gran parte dell’asset Luxottica da Google Inc. Aggiungiamoci che per il secondo anno di seguito l’orvietanissima Vetrya ha ricevuto il premio dell’innovazione e sta costruendo il suo campus proprio in quelle aree, ed in quel campus si studieranno e svilupperanno le Apps in gran parte proprio per i dispositivi indossabili, si sarebbe potuto lavorare sulla via dei finanziamenti per un nascente cluster industriale del wearable: nel Centro del Made in Italy di Bardano, che si sarebbe distinto per la centralità in Italia e per la presenza di partner ed esperienze importanti sia nella programmazione, che nel design che nel tessile con le maestranze lasciate indietro da Mmanifatture (altro storico fallimento nell’orvietano) e da tutte le altre esperienze locali, avremmo avuto, per esempio, software, design e tessuti Made in Italy e solo l’hardware d’importazione.Lo strumento cluster esiste in quarantotto realtà italiane e solo nel 2013 ha intercettato più di un miliardo e duecento milioni di euro di finanziamento (€ 1.215.480,00), e dato lavoro a decine di migliaia di persone considerando l’indotto.”
  5. A questo punto abbiamo fatto formale interrogazione l’assessore competente in merito ai suoi progetti di sviluppo locale nell’area in questione e sui motivi della loro eventuale mancanza.
  6. Vogliamo insiste sull’argomento, anche scavalcando gerarchicamente il Comune, proponendolo  in Parlamento ed in Europa e, già due mesi fa, abbiamo proposto al coordinamento meetup d’inserire quest’iniziativa nel programma regionale.
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