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L’amore ancillare al tempo dei robot.

FACILI BATTUTE, PROBLEMI PROFONDI

L’impatto della tecnologia sulla società è sempre stato imponente ed in grado di stravolgere le stesse strutture sociali ed i comportamenti dei singoli individui.

“L’azienda canadese KinkysDolls – che produce e commercializza bambole al silicone calde al tatto e capaci di emulare risposte umane – ha tentato di lanciare uno dei suo Brothel a Houston, in Texas. L’azienda ha già un suo “bordello di robot” in Canada e vuole espandere il business in nord America, Europa e Giappone.

La questione ha ovviamente sollevato resistenze, dubbi e perplessità, da quelle degli attivisti che vedono il sesso robotico come la fine della civiltà (https://campaignagainstsexrobots.org/), alle associazioni religiose, ai movimenti politici conservatori.

Ma il dubbio più interessante lo hanno sollevato i transumanisti: dovremmo preoccuparci dei diritti civili dei robot e delle AI? (https://metro.co.uk/2018/11/05/robots-deserve-human-rights-why-activists-want-to-protect-machines-from-their-creators-8097696/)… tanto per dirne una, la messa all’asta della “verginità” di una bambola robot ha già raccolto decine di migliaia di dollari.” (Future Fiction)

L’ironia sul web non mancherà soprattutto nei confronti di questa nuova competizione umani macchine in relazione al mestiere della prostituzione che, ricordiamolo, in Europa non è affatto vietato ed in molti paesi è regolamentato e tassato.

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Onore al merito, ed alla sua mancanza.

Oggi nella mia città d’adozione, Orvieto, si discute la programmazione dei prossimi tre anni, lo si fa attraverso un documento tecnico da votare che si chiama bilancio preventivo ed ha una sua formula standard, un template direbbe un nerd come me.

E’ una formula propria, ingannevole per chi ha fatto studi economici che salterebbe sulla sedia vedendo nelle entrate gli indebitamenti che, per definizione, sono uscite. Però è una formula decisa per legge quindi si fa così e basta. Naturalmente il Consiglio Comunale è già scritto e gli accordi nelle segrete stanze, o sfacciatamente presentati in conferenza stampa dove il Sindaco si è fatto dettare la linea dal segretario del potentissimo Pd locale davanti a tutti, sono già stati presi; infatti della maggioranza non manca nessuno e nella minoranza le assenze strategiche volte a minare, anzi impedire, ogni potenziale colpo di mano delle opposizioni c’erano fino a quando tutto il partito di maggioranza si è schierato, ora che più non serve ovviamente ci sono tutti. Alla fine andrà così: con tanti distinguo dalla maggioranza voteranno tutti il documento, che siano coloro che si dichiarano rivoluzionari di sinistra, che siano “cittadini prestati alle liste civiche”, che siano di quel Pd che “vuole cambiare le cose dall’interno” tutti voteranno nei fatti la stessa roba. E’ così, differenze ZERO. Continua a leggere Onore al merito, ed alla sua mancanza.

Corto Circuito Apple

Apple dovrà restituire all’Irlanda fino a 13 miliardi di euro di benefici fiscali illegali che, in base alle regole Ue, rappresentano indebiti aiuti di Stato.
Lo ha stabilito l’Antitrust europeo, che indagava sul caso dal 2014 e martedì mattina la decisione è stata ufficializzata dalla commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, che ha spiegato: “Questa non è una multa, sono tasse non pagate”.

Un corto circuito fiscale che ci danneggia due volte.

Ovviamente siccome le regole le hanno fatte quelli bravi queste tasse andranno all’Irlanda che ha goduto dei benefici indiretti di ospitare le aziende anche se il danno è stato a vantaggio della concorrenza in altri paesi, Italia inclusa.
Un vero corto circuito fiscale che, come al solito, danneggia le PMI come le nostre e lo fa due volte: prima con la concorrenza avvantaggiata fiscalmente e dopo con il fatto che, a quote di mercato conquistate, le tasse torneranno nella disponibilità proprio di chi ha concesso il vantaggio fiscale.

Mozione Crisi Aziendali Umbre

Tiziana Ciprini, Deputato portavoce in Commissione Lavoro, presenta oggi la Mozione crisi aziendali Umbria in Parlamento.

Sui tavoli nazionali ed europei si deve combattere anche dai territori come quello orvietano per portare a casa qualche minimo risultato utile ad evitare la desertificazione. Quello che fa rabbia è l’occasione persa della proposta a 5 Stelle sul Centro del Made in Italy per riportare linfa vitale alla zona industriale di Bardano.

Una operazione a costo zero, di sviluppo sostenibile, duraturo e di qualità, bollata come proposta “sarcastica” dagli esponenti Pd.

Qui di seguito il testo che ho chiesto alla nostra portavoce di aggiungere di aggiungere alla Mozione parlamentare. Continua a leggere Mozione Crisi Aziendali Umbre