Beh, no. E’ controintuitivo ma solitamente è vero il contrario.
Infatti ridurre la complessità topologica comporta spesso un aumento della distanza (latenza, tempi decisionali, inefficienza).
Ad esempio: 🔸 Organizzazioni: troppa gerarchia (albero) o troppa linearità (catena) rallentano decisioni e flussi informativi. 🔸 Architetture IT: sistemi troppo “semplificati” possono diventare colli di bottiglia o non resilienti. 🔸 Team/Comunicazione: un team completamente interconnesso è efficiente ma ingestibile oltre un certo numero (per questo nelle aziende “agili” i team vanno da 5 a 9 elementi).
La capacità di selezionare e bilanciare con consapevolezza il “design” tra due elementi egualmente desiderabili, cioè il un trade-off reale tra complessità e performance, è una di quelle qualità minime che si richiedono a chi debba avere ruoli decisionali. Quasi tutti i principali framework organizzativi, sia tecnici che gestionali, hanno questo elemento implicitamente declinato nei principi cardine.In generale:
🔸 Semplificazione ≠ banalizzazione;
🔸 Semplificare senza compromettere l’efficienza;
🔸 “as much as necessary” cioè bilanciamento tra semplicità e rigore;”Keep it simple and practical” semplificare è desiderabile……ma solo se non degrada l’efficienza dei flussi, delle decisioni o della qualità.
La progettazione organizzativa o architetturale è la capacità di ottimizzare proattivamente questa tensione, evitando sia la complessità inutile che un dannoso eccesso di semplificazione.
“La gestione della complessità richiede un approccio olistico, che integra le competenze e le risorse di diverse funzioni aziendali per affrontare le sfide complesse in modo efficace” – Francesca Gino, Harvard Business Review, 2018.
Il mondo IT è in costante evoluzione, e la gestione della complessità nei progetti IT rappresenta una delle sfide più difficili che le aziende devono affrontare. Se dovessimo chiedere come si affronta la gestione della complessità nei progetti IT in dieci diverse aziende, probabilmente otterremmo undici risposte diverse. Tuttavia, ci sono alcune best practice che possono essere applicate per affrontare con successo questa sfida.
Negli ultimi decenni, la disciplina del project management nell’ambito IT si è evoluta rapidamente, passando da un approccio tradizionale basato sulla gestione sequenziale delle attività, alla gestione Agile, che permette di rispondere in tempo reale alle sfide e ai cambiamenti. L’introduzione di tecnologie cloud ha ulteriormente complicato la gestione dei progetti IT, richiedendo un approccio ancora più integrato e multidisciplinare.
Per i tecnici, la gestione della complessità nei progetti IT rappresenta una sfida tecnologica, richiedendo la padronanza di una vasta gamma di strumenti e tecnologie, come i software di gestione dei progetti, i tool di sicurezza informatica, i servizi cloud e molto altro ancora. D’altro canto, per i responsabili del project management, la gestione della complessità rappresenta una sfida di tipo organizzativo e di gestione del personale, poiché devono coordinare diversi membri del team e assicurarsi che il progetto venga completato nel rispetto dei tempi e dei budget stabiliti.
Nonostante i progressi nel campo della gestione della complessità nei progetti IT, rimangono ancora alcune sfide da affrontare. Ad esempio, la mancanza di personale esperto in alcune aree cruciali, come la sicurezza informatica, può limitare la capacità delle aziende di affrontare le sfide legate alla gestione della complessità. Inoltre, la mancanza di comunicazione efficace tra le diverse funzioni aziendali può ostacolare il successo dei progetti IT.
In questo dialogo e comunicazione sono certamente fondamentali per gestire la complessità nei progetti IT, ma non sono sufficienti da soli. È necessario un approccio strutturato che permetta di gestire e coordinare in modo efficace tutte le attività coinvolte nel progetto, identificando i punti di criticità e le possibili soluzioni in modo sistematico.
Un approccio strutturato alla gestione della complessità consente di identificare in modo tempestivo le sfide e i problemi del progetto, consentendo ai responsabili del progetto di intervenire prontamente per risolvere i problemi. Inoltre, un approccio strutturato fornisce una visione completa del progetto e delle sue dipendenze, aiutando a garantire che ogni attività sia coordinata e che tutti i membri del team lavorino in modo sinergico.
Inoltre consente di monitorare e valutare il progresso del progetto in modo regolare, identificando eventuali problemi e fornendo feedback sulle prestazioni del team. Questo permette di prendere decisioni informate e di apportare modifiche al progetto in tempo reale, garantendo il raggiungimento degli obiettivi stabiliti.
C’è poi il limite fisico da tenere presente (legge di Metcalfe, nell’immagine) e dunque la comunicazione e il dialogo pur importanti, necessitano di un approccio strutturato, segmentazione, semplificazione per poi fornire la base solida su cui basarsi..
Le metodologie Agile sono uno dei principali strumenti che le aziende possono utilizzare per affrontare questa sfida. L’approccio Agile consiste in un ciclo continuo di pianificazione, esecuzione, revisione e miglioramento, che consente di rispondere rapidamente ai cambiamenti del mercato e alle esigenze degli utenti. In pratica, il team di sviluppo lavora su un insieme di attività in modo incrementale, fornendo risultati rapidi e frequenti.
Le raccomandazioni sulle migliori pratiche facilmente implementabili includono l’utilizzo di strumenti di gestione dei progetti, come software di monitoraggio del progetto e tool di sicurezza informatica, la definizione di obiettivi chiari e misurabili, la suddivisione del progetto in fasi gestibili, la definizione di ruoli e responsabilità chiari, l’identificazione e la gestione dei rischi e l’utilizzo di una comunicazione efficace tra tutti i membri del team e gli stakeholder.
L’impatto delle tecnologie emergenti, come l’AI, è una questione che le aziende devono affrontare in modo proattivo. La rapida evoluzione delle tecnologie richiede un’ulteriore flessibilità e un’adattabilità costante. L’adozione di soluzioni scalabili e flessibili può aiutare le aziende ad affrontare questa sfida in modo efficace.
Un Decalogo di buone pratiche gestione della complessità di progetti IT:
Scomporre il progetto in fasi gestibili: identificare i passi necessari per portare a termine il progetto, creare una pianificazione e assegnare responsabilità specifiche per ogni fase.
Utilizzare strumenti di gestione dei progetti: ad esempio, software di gestione dei progetti che consentono di monitorare i progressi, identificare le sfide e visualizzare le dipendenze tra le attività.
Definire obiettivi chiari e misurabili: identificare in modo preciso gli obiettivi che il progetto deve raggiungere, stabilire dei parametri di valutazione e monitorare regolarmente i risultati.
Coinvolgere tutti gli stakeholder: coinvolgere tutti i soggetti interessati nel progetto, dalle parti interessate ai membri del team. Ciò assicura che tutte le parti interessate siano informate sulle sfide e sui progressi del progetto.
Monitorare le risorse: identificare le risorse necessarie per portare a termine il progetto, come il personale, il budget e gli strumenti necessari, e monitorare regolarmente la loro disponibilità.
Utilizzare l’approccio Agile: l’approccio Agile consiste nel lavorare in modo incrementale e iterativo, con una forte enfasi sulla collaborazione tra i membri del team e sulla risposta alle sfide in tempo reale.
Utilizzare la progettazione modulare: la progettazione modulare consiste nel suddividere il progetto in moduli indipendenti, che possono essere sviluppati e testati separatamente, riducendo il rischio di problemi a monte.
Gestire il rischio: identificare i rischi associati al progetto, valutare la loro probabilità e impatto, e stabilire piani di mitigazione e di contingenza.
Assegnare ruoli e responsabilità chiari: stabilire chiaramente le responsabilità di ogni membro del team e garantire che i ruoli e le responsabilità siano definiti in modo chiaro e trasparente.
Assicurare una comunicazione efficace: garantire che la comunicazione tra i membri del team, i responsabili delle decisioni e gli stakeholder sia chiara e trasparente, con un’attenzione particolare alle sfide e ai progressi del progetto.
Tra poche settimane l’Europa andrà al voto per decidere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo e, questa volta, si dovrà decidere come governare l’impatto della diffusione dell’Intelligenza Artificiale in tutti gli aspetti della nostra società. Un impatto che subirà, durante il mandato di questi rappresentanti eletti, anche l’ulteriore accellerazione dovuta al quantum computing, insomma una vera e propria rivoluzione.
In Italia i programmi elettorali europei vngono depositati dai partiti assieme ai simboli e dunque, per poter correttamente scegliere i propri rappresentanti occorre conoscere le intenzioni dei gruppi politici partendo proprio da questo.
Ecco i programmi per l’IA presentati delle Principali forze politiche candidate alle europee
Fratelli d’Italia
«Creare una cabina di regia europea per governare i cambiamenti politici e sociali determinati dall’avvento dell’IA, per analizzare i fattori di rischio e per tutelare i posti di lavoro, i diritti fondamentali della persona e la proprietà intellettuale».
«Stanziare fondi europei per la creazione di un polo comune di ricerca e sviluppo delle tecnologie dell’IA».
«Attuare campagne di alfabetizzazione digitale per formare i cittadini all’utilizzo prudente e coscienzioso dell’IA fin dai primi gradi di istruzione».
«Sostenere le imprese che investono in ricerca, sviluppo e implementazione dei sistemi di IA».
«Aggiornare gli strumenti di tutela della proprietà intellettuale e del diritto d’autore per adattarli ai cambiamenti che derivano dal progresso digitale».
Partito Democratico
«L’intelligenza artificiale rappresenta un cambiamento epocale, può portare benefici sociali ma comporta anche dei rischi enormi; quindi, è essenziale un vero controllo democratico. L’uso dell’IA deve essere trasparente, rispettare la dignità umana e servire la società senza creare nuove disuguaglianze e discriminazioni. Dopo l’approvazione dell’AI Act, dobbiamo vigilare sulla sua applicazione e proseguire i negoziati per garantire, in caso di danni causati dall’intelligenza artificiale, che le vittime siano risarcite».
«Vogliamo formazione sulle opportunità e i rischi associati alle nuove tecnologie e maggiore trasparenza nell’uso e nello sviluppo dell’IA generativa».
«Vogliamo una comune riflessione europea ed un impegno per superare il nodo critico della disponibilità tecnologica dell’IA, allo stato sviluppata solo da paesi terzi rispetto all’Ue, che pone da un lato il problema della dipendenza tecnologica – e con riferimento a questa, solleva la questione delle infrastrutture indispensabili nell’era della società digitale – e dall’altro il problema, più controverso, di come restituire valore ai “dati pubblici” utilizzati per l’implementazione dell’IA la cui titolarità resta nelle mani di soggetti terzi, ancora troppo spesso privati».
«Vogliamo un controllo democratico per gli algoritmi e ne pretendiamo la trasparenza contrastando pratiche come la personalizzazione algoritmica dell’aspetto salariale».
Movimento 5 Stelle
«L’Unione europea per prima ha voluto regolamentare l’IA con il cosiddetto “AI Act”, un complesso tuttavia non sufficiente di norme orientate agli aspetti etici e alla classificazione dei sistemi di intelligenza artificiale sulla base del loro rischio, valutato rispetto all’impatto sui diritti dei cittadini dell’UE. È importante proseguire sulla strada del monitoraggio e della regolazione ma occorre evitare che un impianto normativo eccessivo ingessi l’economia dell’innovazione europea».
«La regolamentazione dell’intelligenza artificiale deve inoltre tenere in conto altri aspetti rilevanti come la trasparenza del funzionamento dei modelli e dei dati di addestramento, la possibilità di stress test sui modelli stessi, la responsabilità giuridica del funzionamento dei sistemi, l’impatto nel mondo dei contenuti, come per esempio il rispetto del diritto d’autore, e dell’informazione come il contrasto alle fake news e al deep fake».
«L’Ue deve investire in singole applicazioni strategiche dell’Intelligenza Artificiale come l’utilizzo di sistemi per le diagnosi in ambito sanitario, l’adozione di strumenti per le smart cities e la transizione ecologica, l’impiego di modelli di IA nel mondo della ricerca».
«Sul fronte internazionale, l’Ue dovrà affermare la propria identità, sviluppando una strategia sia verso l’estero, che consenta un posizionamento del Continente nello scenario di competizione globale, che interno, sostenendo la nascita e la crescita di campioni nazionali ed europei nell’IA».
«L’implementazione delle banche dati informative unita allo sviluppo dell’IA consentirà di rafforzare le sinergie tra energie rinnovabili, mitigazione, modelli previsionali e adattamento».
«Supportato da finanziamenti per la ricerca e l’innovazione in settori educativi avanzati, l’IA deve concorrere alla formazione delle scuole del futuro».
Lega
Il programma della Lega per le elezioni europee non contiene proposte specifiche sull’intelligenza artificiale.
Fora Italia
«Tecnologia e intelligenza artificiale al servizio dell’uomo. Governare la rivoluzione digitale regolamentando i rischi, accelerando gli investimenti in ricerca e sviluppo e incentivando l’innovazione e la diffusione delle nuove tecnologie anche tra i soggetti più fragili e gli anziani».
«Favorire gli investimenti in intelligenza artificiale rafforzando la normativa sulla protezione dei dati, per salvaguardare i diritti fondamentali dei cittadini». Stati Uniti d’Europa (con Italia Viva e Più Europa)
«Il nostro impegno è quello di far leva sull’intelligenza artificiale per ottimizzare i servizi pubblici e l’utilizzo delle risorse comuni, stimolare la crescita economica e migliorare la qualità della vita dei cittadini, garantendo al contempo che la tecnologia sia utilizzata in modo responsabile e nel pieno rispetto dei diritti individuali». Azione-Siamo Europei
«Meccanismi semplici come quelli del credito d’imposta sosterrebbero le imprese nel percorso di modernizzazione dei propri macchinari, l’utilizzo di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale, il trasferimento di conoscenze e lo sviluppo di modelli di business più sostenibili».
«Aumentare i finanziamenti a programmi di ricerca mirati ad attrarre e trattenere ricercatori specializzati in ambiti strategici, come l’intelligenza artificiale».
Alleanza Verdi/Sinistra
«È indispensabile che lavoratrici, lavoratori e organizzazioni sindacali siano protagoniste del processo produttivo, così da garantire un costante incremento della produttività, un’equa distribuzione dei vantaggi che ne derivino e un impatto positivo delle nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale».
«Istituire un’agenzia europea di ricerca sull’intelligenza artificiale a capitale interamente pubblico, che tenga insieme un approccio etico, regolamentare, di ricerca e industriale, così da sfidare le corporation Usa e da proporre un approccio integralmente umanista alla grande sfida tecnologica dei prossimi anni».
Il 23 maggio 2023, CEO di Microsoft Satya Nadella aprirà il Microsoft Build con una keynote seguita dallo spettacolare Imagine Cup. Il primo giorno proseguirà con sessioni avanzate ed esperte svolte da lead engineer di Microsoft e influencer della community degli sviluppatori. I partecipanti, digitali e in persona, avranno l’opportunità di essere coinvolti in una serie di esperienze che consentiranno loro di collaborare, condividere e imparare. Se parteciperete all’evento di Seattle (ok, lo so che probabilmente non sarà così), potrete approfittare di esclusive opportunità di connessione e di apprendimento approfondito. Inoltre, è possibile aggiungere workshop tecnici pre-giornata registrandosi in anticipo.
L’evento di Microsoft Build 2023 è stato pensato per offrire ai partecipanti la possibilità di imparare nuove tecniche e strumenti per la creazione di soluzioni che possono essere utilizzate fin da subito. Grazie alle tecnologie avanzate, gli sviluppatori potranno allargare il loro repertorio di strumenti e tecniche di sviluppo, potranno avere risposte alle loro domande tecniche e scoprire nuove conoscenze e abilità.Microsoft Build 2023 offre una grande novità per tutti i partecipanti: la modalità digitale, grazie alla quale potrete partecipare all’evento comodamente da casa vostra, senza dover spendere nulla.
Registrandovi gratuitamente, avrete accesso a tutte le attività in programma, tra cui le keynote e le sessioni live, la possibilità di accedere a un catalogo completo di sessioni on-demand, un’agenda di appuntamenti con speaker e la possibilità di connettersi con altri partecipanti tramite chat interattive.Non perdete l’occasione di partecipare all’evento Microsoft Build 2023, che offre molte opportunità di apprendimento e di connessione con i migliori esperti del settore. Registratevi subito gratuitamente e preparatevi ad esplorare le ultime innovazioni nel campo della creazione di codice e applicazioni!
Dai! Sono veramente lieto di vedere che la Commissione Europea abbia adottato il Programma di Lavoro del Programma Digital Europe per il 2023-2024, che prevede HaDEA come ente responsabile per la gestione di un totale di €102.2 milioni di finanziamenti per progetti di diversi settori.
In particolare, mi fa piacere notare l’attenzione dedicata agli obiettivi specifici riguardanti Cloud, Data e Artificial Intelligence, Advanced Digital Skills e Accelerating the Best Use of Technologies. Questi settori rappresentano, infatti, una priorità fondamentale per la crescita economica e la competitività dell’Europa.
Mi sembra particolarmente interessante la proposta di creare un Digital Product Passport (DPP), un sistema informativo che fornisca dati sul ciclo di vita dei prodotti. Questo rappresenta un passo importante per garantire la sostenibilità dei prodotti e ridurre l’impatto ambientale.
Inoltre, l’iniziativa di creare uno spazio dati per il patrimonio culturale e per il turismo rappresenta un’opportunità per valorizzare e promuovere il nostro patrimonio culturale e turistico, nonché per favorire la cooperazione a livello europeo.
Le novità in breve:
La Commissione Europea ha adottato il Programma di Lavoro del Programma Digital Europe per il 2023-2024
HaDEA gestirà un totale di €102.2 milioni di finanziamenti per progetti in vari settori
L’attenzione è concentrata su Cloud, Data e Artificial Intelligence, Advanced Digital Skills e Accelerating the Best Use of Technologies
Progetti interessanti includono la creazione di un Digital Product Passport e uno spazio dati per il patrimonio culturale e il turismo
Obiettivi importanti sono anche la promozione di competenze avanzate in settori come i semiconduttori e la cybersecurity, la formazione delle giovani studentesse, e la creazione di una rete per un Internet più sicuro e di un’Osservatorio Europeo sui Media Digitali per contrastare la disinformazione.
Il Programma Digital Europe rappresenta un’opportunità importante per lo sviluppo sostenibile e competitivo dell’Europa.
Personalmente non posso non sottolineare anche gli sforzi volti a promuovere l’acquisizione di competenze avanzate in settori cruciali come i semiconduttori e la cybersecurity, così come l’attenzione rivolta alla formazione delle giovani studentesse.
Complessivamente, il Programma Digital Europe rappresenta un’opportunità importante per l’Europa di svilupparsi in modo sostenibile e competitivo. Sono fiducioso che gli investimenti previsti porteranno a risultati concreti e tangibili per la crescita economica e sociale del nostro continente.
Stamane il CSIRT, cioè il dipartimento di Computer Security Incident Response dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), ha diramato un bollettino in cui prescrive regole e metodi per l’innalzamento delle misure di prevenzione e monitoraggio, in relazione alla crisi ucraina.
L’ACN è Autorità nazionale per la cybersicurezza, coordina i soggetti pubblici , promuove la realizzazione di azioni comuni volte a garantire la sicurezza e la resilienza cibernetica necessarie allo sviluppo digitale del Paese e persegue il conseguimento dell’autonomia strategica nazionale ed europea nel settore del digitale, in sinergia con il sistema produttivo nazionale, nonché attraverso il coinvolgimento del mondo dell’università e della ricerca.