Contro il degrado occorre più di una passeggiata

Stamattina c’era la passeggiata contro il degrado prevista alle 9.30 è stata rinviata con un post del Sindaco uscito alle 10, dove si dice che si rimanda causa maltempo.
In effetti è nuvoloso ma non c’è pioggia; tuttavia il rinvio me lo aspettavo dopo le troppe polemiche di questi giorni.
Io comunque in centro c’ero lo stesso e questa passeggiata l’ho fatta.
Il settore vigilanza non era “evidente” nonostante il famoso ordine di servizio per i controlli a piedi, c’erano i Carabinieri che però, si sa, hanno altre mansioni così negozi del centro ed i super sono già nuovamente piantonati militarmente dai soliti “professionisti” della richiesta di denaro spiccio.

Le bacheche e le vetrine dei negozi sfitti continuano ad essere brutture evitabili che lasciano il senso di un luogo senza la giusta cura.

L’iniziativa del mercato antiquario a Palazzo dei Sette funziona, potrebbe andare meglio se fosse promossa tra le iniziative del Comune e se, per i costi, non si demandasse troppo alla cooperativa Carli, vero asso piglia tutto dei beni pubblici sui quali, e per i quali, andrebbe aperta una discussione.

Sulla cartellonistica del Fiof per l’evento fotografico stenderei un velo pietoso per la tristezza che fanno i manifesti messi alla rovescia.
Il turismo c’è nonostante tutto, fatto di gente di tutti i tipi, curiosa ma spaesata dalla povertà delle indicazioni tuttavia grata ai cittadini in gran parte sempre disponibili.
Peccato anche per i soliti cantieri senza camouflage e senza quelle protezioni “estetiche” che nelle altre città d’arte sono d’obbligo.
Infine una parola sullo spreco di energia speso per le iniziative artistiche finanziate dal Comune divenute invece iniziative politiche, da valore aggiunto l’arte poi diventa squalifica di quello che c’è da tempi antichi e di quello che di nuovo ci sarebbe potuto essere. Non mi arrabbio neanche, spero solo che sia stato uno scivolone dei nostri governanti ed in futuro ci sia attenzione ed oculatezza.

La sensazione che resta è quella di una Orvieto sempre bellissima però trasandata, non proprio sciatta ma, mi si perdoni il paragone, casalinga nonostante si fosse attrezzata in questi giorni per uscire a festa.

Voglio concludere con un pensiero:
Personalmente credo ci sia bisogno di maggior cura della città ed un serio ed onesto rispetto per chi ci vive e lavora, in mancanza di ciò è intollerabile sventolare lo spettro di multe e sanzioni. Attualmente la città vive ed emerge “nonostante” gli amministratori, mentre altre città, anche a noi vicine, hanno negli amministratori un valore aggiunto tramite cui diventano più attrattive e prospere. Vale la pena di ricordarlo.

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