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CURRICOLA E DINTORNI

CURRICOLA E DINTORNI DI UN PREMIER

Sullo sfondo della incapacità, generale, di capire che accidente sta scritto nel curriculum di un professore universitario In radio stanno mandando in onda gli interventi telefonici che danno un’idea di italietta veramente pessima, beota e che merita le offerte di lavoro per giovani neodiplomati con almeno 2 anni di esperienza in una tecnologia che ha meno di un anno di vita.
L’unica cosa peggio sono gli attivisti politici che a giorni alterni difendono la Fedeli e oggi pretendono che non sia “perfezionamento” per un ricercatore, un cultore di alto livello di una materia, invece che andare al mare andarsi a chiudere nella biblioteca di una università facendo corrispondenza di approfondimento con colleghi professori universitari.

Perché carità poi non andiamo a scavare negli “anni sabbatici” dei nostri fisici teorici e godiamoci il profilo linkedin dei nostri conoscenti, manager un tanto al chilo.

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10 anni di balle sulla crisi

Economisti, governi, politici esperti e sondaggisti vedevano sempre la luce in fondo al tunnel. Ebbene delle due l’una: o non ci hanno capito nulla o ci hanno preso in giro.

Su tutte la domanda: Valeva la pena essere pessimisti, procedere a “salvare” il sistema finanziario drogato da prodotti quasi alchemici come i subprime od i derivati detti swap, separando risparmio e speculazioni almeno nelle banche? Perchè il paradosso di oggi, nell’anniversario del crollo delle borse del 2007 è proprio che Wall Street sia ai massimi e che il valore mondiale del capitale flottante nel sistema delle borse sia divenuto superiore all’intero Pil mondiale che rappresenta i valori di arte, brevetti, immobili, industrie, lavoro, produzione, spese governative, sanitarie, culturali, scientifiche, militari e persino gli interventi per fronteggiare catastrofi come terremoti ed incendi ed i programmi spaziali.  Ditemi se non vi pare una bolla speculativa invece di un’economia sana. Continua a leggere 10 anni di balle sulla crisi

GUERNICA

– GUERNICA –

Guernica non è solo il nome dell’opera più nota di Picasso ma soprattutto è il nome della città bombardata a tappeto da tedeschi ed italiani nel 1937 nel tentativo (riuscito) di rovesciare la seconda repubblica spagnola appoggiando quella che sarebbe diventata la dittatura di Franco (terminata nel 1975 col passaggio alla…  monarchia).

Fu proprio l’evento del bombardamento e quello che ne segui ad ispirare l’autore che ne immortalò gli archetipi, su tutti la madre che stringe il bimbo morto che urla disperata.
Ci si rivede tutto questo venticinquennio di missili, droni ed aerei bombardieri in medioriente e, nel vicino Mediterraneo, dal Libano alla Libia.
Meno di tre anni dopo dall’esposizione universale di Parigi dove l’opera fu presentata, in un quadro internazionale di crisi e sanzioni economiche in continua escalation, scoppiò per nulla inattesa la seconda guerra mondiale.

Ci sono naturalmente grandi differenze: allora non c’erano ancora i sistemi d’arma autonomi, i virus informatici in grado di controllare le dighe e le centrali nucleari, e neppure le armi atomiche nelle mani di paesi che superpotenze non sono.

l’Europa a cui stiamo lavorando.

 – SULL’EUROPA FACCIAMO I FATTI ALTRI PARLANO E BASTA –

L’anno scorso in questi giorni ci apprestavamo a portare da #Orvieto al Parlamento Europeo in attimino la questione del riconoscimento del contributo dei lavoratori italiani alla fondazione dell’Europa così come la conosciamo, con i cittadini che possono transitare da un paese all’altro ed avere la pensione ed i diritti esattamente come i cittadini dello stato ospitante.
E’ un argomento del quale capiamo più di qualcosina e che ha coinvolto numerosi dignitari, ambasciatori, rappresentanti della Commissione Europea, storici, esperti e, naturalmente, le comunità italiane del Belgio. Gli italiani furono i battistrada, gli italiani portarono lavoro e pace in tutto il continente.
E finalmente grazie a Lucia Vergaglia, una caparbia consigliera comunale di Orvieto, per giunta del M5S, c’è stato questo primo ed importante riconoscimento.


Che oggi le istituzioni europee siano ostaggio di una burocrazia lontana alle esigenze di comunità e singoli non c’è dubbio, così come non c’è dubbio che la capacità di essere eredi di quello spirito di progresso e superamento dei conflitti in armi non si è visto nei partiti tradizionali italiani (dagli altri paesi i partiti progressisti, ed i socialisti, invece ci hanno sostenuto ed accompagnato in questa iniziativa internazionale).
Noi sappiamo che siamo cittadini europei ma sappiamo che bisogna riconoscere il sacrificio che fu fatto perchè la Comunità Europea fosse la casa di tutti ed offrisse lavoro, progresso economico e sociale.

“Abbiamo perso vent’anni di Pil con questi governi, una generazione perduta.” (Boccia, Confindustria, Maggio 2017)

Con l’Unione Europea, cioè con i trattati che hanno sostituito quelli comunitari, purtroppo dobbiamo registrare che quel progresso si è fermato in molti, troppi paesi. Il nostro Pil, denunciano più voci ma soprattutto Boccia di Confindustria, fatti i dovuti aggiustamenti contabili è sostanzialmente quello del 2000, nessun progresso, quasi vent’anni, una generazione, cancellata e l’Euro era presente in questo periodo e, con questa #governance ha arricchito per lo più la Germania e questo è un dato di fatto su cui ragionare.
Come cittadini europei ci impegniamo a non dimenticare i sacrifici fatti dagli italiani degli accordi braccia per carbone, ad onorarne lo sforzo per quel progresso economico e sociale che ha nel passato rappresentato l’Europa.

E lo facciamo con i fatti, con la dedizione, la testimonianza e l’azione, e con il merito riconosciuto a chi lo ha per davvero. Questa è l’Europa che vogliamo, a questa Europa stiamo lavorando.

Ed è scarso il rispetto che tributiamo a chi non ha avuto la spina dorsale, l’intelletto o la cultura per riconoscere questo nostro impegno pur vedendolo, sia qui ad Orvieto che lassù, nel cuore d’Europa.

Contro il degrado occorre più di una passeggiata

Stamattina c’era la passeggiata contro il degrado prevista alle 9.30 è stata rinviata con un post del Sindaco uscito alle 10, dove si dice che si rimanda causa maltempo.
In effetti è nuvoloso ma non c’è pioggia; tuttavia il rinvio me lo aspettavo dopo le troppe polemiche di questi giorni.
Io comunque in centro c’ero lo stesso e questa passeggiata l’ho fatta.
Il settore vigilanza non era “evidente” nonostante il famoso ordine di servizio per i controlli a piedi, c’erano i Carabinieri che però, si sa, hanno altre mansioni così negozi del centro ed i super sono già nuovamente piantonati militarmente dai soliti “professionisti” della richiesta di denaro spiccio.

Le bacheche e le vetrine dei negozi sfitti continuano ad essere brutture evitabili che lasciano il senso di un luogo senza la giusta cura.

L’iniziativa del mercato antiquario a Palazzo dei Sette funziona, potrebbe andare meglio se fosse promossa tra le iniziative del Comune e se, per i costi, non si demandasse troppo alla cooperativa Carli, vero asso piglia tutto dei beni pubblici sui quali, e per i quali, andrebbe aperta una discussione. Continua a leggere Contro il degrado occorre più di una passeggiata