Incontri sul Diritto dell’Ambiente nell’Unione Europea

10-11-12 Giugno 2016 parteciperò a San Marco di Castellabate in occasione del premio “Andrea Cafiero” agli incontri sugli sviluppi del Diritto UE dell’Ambiente in relazione a Conferenza di Parigi ed al ruolo dell’Unione Europea. 

E’ una tre giorni di approfondimento di alto profilo organizzata dall’avvocatura e da diverse università e, francamente, credo di essere uno dei pochi portavoce di comitati per l’ambiente presenti tra giuristi, studiosi e politici. Passo necessario dato lo stallo della situazione di lotta per la bonifica dei territori e contro l’allargamento della discarica. Soprattutto giudicando lo scarsissimo contributo di quell’ambientalismo istituzionalizzato presente sul territorio orvietano.

Filippo Gallinella, portavoce in Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, pone alcune questioni territoriali importanti (Etichettatura e Made in Italy)

Altro tema importante la conferenza sul clima di Parigi (COP21) del dicembre 2015, con cui 195 paesi hanno adottato il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale.
L’accordo definisce un piano d’azione globale, inteso a mettere il mondo sulla buona strada mantenendo il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2ºC. e l’entrata in vigore dell’accordo è prevista per il 2020.

Prima e durante la conferenza di Parigi, i paesi hanno presentato piani nazionali di azione per il clima completi (INDC). Questi non sono ancora sufficienti per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 2ºC, ma l’accordo traccia la strada verso il raggiungimento di questo obiettivo.
I governi hanno concordato di:

  • riunirsi ogni cinque anni per stabilire obiettivi più ambiziosi in base alle conoscenze scientifiche
  • riferire agli altri Stati membri e all’opinione pubblica cosa stanno facendo per raggiungere gli obiettivi fissati
  • segnalare i progressi compiuti verso l’obiettivo a lungo termine attraverso un solido sistema basato sulla trasparenza e la responsabilità.
  • rafforzare la capacità delle società di affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici
  • fornire ai paesi in via di sviluppo un sostegno internazionale continuo e più consistente all’adattamento.

Sostegno

  • L’UE e altri paesi sviluppati continueranno a sostenere l’azione per il clima per ridurre le emissioni e migliorare la resilienza agli impatti dei cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo.
  • Altri paesi sono invitati a fornire o a continuare a fornire tale sostegno su base volontaria.
  • I paesi sviluppati intendono mantenere il loro obbiettivo complessivo attuale di mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 e di estendere tale periodo fino al 2025.
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