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Nubi al Rutenio

C’è una possibile nube contenente isotopi radioattivi in viaggio, rilevata due giorni fa in Friuli, ieri in Toscana e, con il vento che soffia a sud quindi ce l’aspettiamo tra stanotte e domani su Fabro, la città delle famose ceneri in odor di radiazioni, e su Orvieto che ha già il suo primato di città radioattiva.
Considerato il latitare delle associazioni ambientaliste ve lo dico io, senza allarmismi ma senza essere proprio degli incoscienti, di non far bere acqua piovana agli animali di casa ed al pascolo, di lavare bene i prodotti dell’orto prima di consumarli e di evitare di fare asciugare i panni all’aria aperta per qualche giorno.
Le concentrazioni rilevate sono basse, il rutenio 106 decade un circa un anno (cioè non resta a lungo nell’ambiente in forma radioattiva) ed alcuni dei suoi composti sono molto tossici e soggetti a bioaccumulo, in particolare un suo ossido (il tetrossido di rutenio).
Le analisi Arpa non prevedono protocolli per analisi approfondite di questo tipo in condizioni normali, e vale probabilmente la pena di alzare le antenne e verificare i depositi un superficie nei prossimi giorni, ripeto senza allarmismi ma senza sfuggire ai principi di prudenza ed all’obbligo di vigilanza.

Come sempre keep calm and awake, restate tranquilli ma restate svegli.

Siccità: Nessuna Sorpresa

— LA SICCITÀ DEL 2017 ERA DA TEMPO ANNUNCIATA —

Era la fine di questo caldo inverno, caldo record, andavamo vestiti leggeri qui nelle valli in Umbria anche a marzo. Con i portavoce del Movimento 5 Stelle ero ad un incontro con i responsabili (direttori e presidenti) dei consorzi di bonifica regionali e della loro associazione nazionale ANBI. A parte l’unico e breve momento di politica territoriale con tra il presidente del Consorzio di bonifica Val di Chiana, dott. Mario Mori, che chiedeva conto delle nostre iniziative sull’affare del Carcaione ed il sottoscritto che rispondeva richiamando il dovere di tenere separati “Contratto di Fiume” e lavori infrastrutturali (cosa che da quel momento effettivamente è avvenuta) ci siam focalizzati su due questioni: la prima piuttosto tecnica legata alla governance di questi enti e l’altra, molto pratica, sull’arrivo probabile della siccità.

I Consorzi di bonifica, per farla molto breve, hanno il duplice scopo di difendere l’acqua e di difendere dall’acqua. L’intervento dell’Ambi ricordava infatti che l’assenza di neve invernale su Alpi ed Appennini avrebbe avuto un impatto importante sulla portate fluviale e sull’accumulo negli invasi che solitamente compensa col disgelo la mancanza delle precipitazioni nei mesi primaverili ed estivi, a questo si aggiungeva il caldo che ha di fatto aumentato i consumi idrici e che, se fosse continuato, avrebbe influenzato l’assorbimento delle risorse d’acqua deviandole al consumo cittadino.

Due mesi dopo alla presentazione dello studio per la settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione  la stessa Anbi avrebbe presentato un corposo studio che avrebbe dovuto far scattare l’allarme in tanti comuni e territori, cosa che invece non è successa, e così il governo ha continuato a tenere la testa sotto la sabbia. Da parte nostra abbiamo tenuto, localmente, viva l’attenzione con interventi in Consiglio Comunale ed incontri pubblici. Resta ingiustificabile la mancanza della dovuta cura ed attenzione da parte delle cosiddette “classi dirigenti”. C’è da chiedersi se ci sia sempre un retropensiero, un qualcosa sotto, oppure semplicemente lassismo ed in qualche caso imperizia ed incapacità di studiare, analizzare ed affrontare i problemi.