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La generazione degli “Homelanders”

— HOMELANDERS —

Tra gli attentati dell’11 marzo 2004 a Madrid e quelli del 7 Luglio 2005 a Londra arriva la grande crisi.
Sono passati anni, troppi, con guerre striscianti e leggi da emergenza che hanno cancellato diritti e stato sociale; chi è nato poco dopo il duemila ha in realtà conosciuto solo questo tipo di mondo ed in quella fascia tra sociologia, antropologia e psicologia che studia le differenze generazionali (che esistono e non sono mode ma tentativi di rapportarsi genericamente condivisi tra gruppi omogenei di individui nati e cresciuti in un dato periodo) sono romai definiti con un nome proprio.
Quindi addio ai #Millenials con il loro ottimismo, la loro ricerca d’avventura e spazio, il loro verdismo autoindulgente, ed il loro orientamento ad abbracciare cause globali. Stop.
Benvenuti agli #Homelanders che sembrano ben più cauti e calcolatori, con meno bisogni, quasi frugali, autonomi, pragmatici e decisamente più attenti ai problemi che alle opportunità.
Per carità poi ogni individuo resta storia a se, così come ogni cultura o gruppo sociale. Ma le tendenze e gli orientamenti ci sono e sono misurabili, ed avranno un loro impatto sulla società del bye bye alla coscienza di classe ma anche dell’emulazione sociale.


Insomma c’è un mondo che è cambiato già.
E non è sciocco chi non l’ha capito ma la materia è controversa e poco discussa ed anche questo è, purtroppo, comprensibile data la mediocrità del dibattito politico, un certo snobbismo intellettuale ed il livello dell’informazione generalista compressa nei format da audience per la pubblicità. Tocca quindi fare come gli homelanders e studiare sempre se davvero non si vuole restare troppo indietro. Non so Voi ma io almeno cerco di farlo.

L’era della conoscenza condivisa

Si parla spesso di condivisione e di conoscenza, molte volte lo si fa a sproposito. Ipertesti e sistemi standard per la stampa (Postscript, pdf ecc…)furono infatti ideati per condividere dati ed informazioni, poi la rete è diventata una terra di conquista di aziende, media agency e bufalari così, in poco tempo nei sistemi di archiviazione e ricerca, cioè nei vari Bing e Google, trovi la qualunque: la notizia, il dato spurio, l’informazione aggregata, il falso d’autore e le opinioni passate per verità scientifiche. Questa ovviamente non è conoscenza condivisa, è pubblicazione distribuita e nulla più.

Senza voler entrare nel merito del dibattito della filosofia positiva per la quale la verità scientifica non esiste che nel breve periodo in cui non viene sostituita da una nuova (teoria, scoperta, tesi ecc…) secondo quello che si chiama “principio di falsificazione” dove la nuova scoperta di fatto rende fasulla la tesi precedente va sicuramente fatto notare che una cosa sono gli articoli di migliaia di studiosi, scienziati di fama, topi di laboratorio e studenti che si avvicinano alla materia ed altro sono le prese di posizione di un ex presentatore televisivo sugli effetti miracolosi di quell’alga o di quel tipo di dieta.

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