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Social stop

SONO NECESSARI DEGLI STOP A SOCIAL E NOTIFICHE. NE VA DELLA SALUTE E DEL BENESSERE DI TUTTA LA SOCIETÀ.

Se ne sono resi conto prima degli altri quelli delle giovani generazioni, i nativi degli smartphone virgola che passano per paradosso meno tempo di molti adulti, soprattutto sul lavoro e durante lo studio.

Occorre poter decantare ciò che è meritevole dell’attenzione, al tempo stesso se è necessario per questioni di lavoro non si deve rinunciare al essere raggiungibili.

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Il guardiano della soglia

VOGLIAMO INTERNET IN SOLA LETTURA?

Tanto tempo fa, era il 1998 o giù di li, litigai (si fa per dire) con Tiziano Scarpa (lo scrittore) e con la direzione del mio cliente Galassia Gutemberg (la manifestazione editoriale) a cui fornivo prodotti e servizi informatici e web. Il tema era semplice: l’accesso alla rete.
La tesi era quella troppo spesso rilanciata con le parole (incomprese) di Umberto Eco per la quale non è possibile che tutti abbiano lo stesso spazio di scrittura e visibilità sulla rete. Loro argomentavano online che occorreva un guardiano della soglia a fare da cuscinetto in modo che non ci fosse confusione tra chi potesse direttamente pubblicare scritti, idee, commenti e coloro che questo diritto non se lo fossero ancora guadagnato in qualche modo, ad esempio per titoli o per esami. Io, vuoi per natura, vuoi per quella che si sarebbe detta “etica hacker”, sono per il massimo accesso e possibilità d’interazione in spazi pubblici a fronte di temi pubblici, anche se al contrario sono per la massima riservatezza su temi privati, ed ovviamente non ci poteva essere che una flame, una discussione combattiva ma inconcludente. Questa infatti è una delle discussioni sulle libertà che o accetti o non accetti, vie intermedie sono improbabili. Così a distanza di molti anni Continua a leggere Il guardiano della soglia

L’era della conoscenza condivisa

Si parla spesso di condivisione e di conoscenza, molte volte lo si fa a sproposito. Ipertesti e sistemi standard per la stampa (Postscript, pdf ecc…)furono infatti ideati per condividere dati ed informazioni, poi la rete è diventata una terra di conquista di aziende, media agency e bufalari così, in poco tempo nei sistemi di archiviazione e ricerca, cioè nei vari Bing e Google, trovi la qualunque: la notizia, il dato spurio, l’informazione aggregata, il falso d’autore e le opinioni passate per verità scientifiche. Questa ovviamente non è conoscenza condivisa, è pubblicazione distribuita e nulla più.

Senza voler entrare nel merito del dibattito della filosofia positiva per la quale la verità scientifica non esiste che nel breve periodo in cui non viene sostituita da una nuova (teoria, scoperta, tesi ecc…) secondo quello che si chiama “principio di falsificazione” dove la nuova scoperta di fatto rende fasulla la tesi precedente va sicuramente fatto notare che una cosa sono gli articoli di migliaia di studiosi, scienziati di fama, topi di laboratorio e studenti che si avvicinano alla materia ed altro sono le prese di posizione di un ex presentatore televisivo sugli effetti miracolosi di quell’alga o di quel tipo di dieta.

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