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Foligno verso le stelle

FOLIGNO VERSO LE STELLE.

Daniele (nella foto) vive ad Amsterdam con un assegno, come astrofisico ricercatore, e porta l’Umbria tra le Stelle.
Seguendo una felice intuizione, dal suo gruppo, nel dicembre del 2016 furono identificate sei ripetizioni di quello che gli scienziati chiamano Fast Radio Burst (http://www.media.inaf.it/2018/01/10/daniele-michilli-frb-121102/) che permisero di identificare la sorgente del segnale in una piccola galassia a oltre 3 miliardi d’anni luce dalla Terra, sede di attività di formazione stellare (la probabilità che ciò sia una coincidenza è inferiore a 3 × 10−4). La scoperta, che si è guadagnata la prestigiosa copertina di Nature, è stata resa possibile dalla collaborazione tra il radiotelescopio di Arecibo e la European VLBI Network.
Il dott. Michilli è la prima firma dello studio che getta nuova luce sui fenomeni dell’universo e potrebbe e dovrebbe essere un esempio positivo in un’era di selfie, di miti dello sport strapagati e di talent show in cui prevale tutto tranne il talento.
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Orvieto chiama Spoleto

Andiamo avanti con una proposta nata nel portale dell’attivismo regionale e rilanciata anche sul blog cittadino dalla nostra portavoce a fine 2017. Occorre una prospettiva di rete per affinità elettive, per vicinanza di scopi sociali ed a fronte di progetti specifici che possano fare da ponte e collante. La proposta pare che stia riscuotendo interesse e di questo ne sono molto, ma molto contento. Qui sotto il sunto dell’intervento:

«E’ sicuramente la città del Festival dei Due Mondi, Spoleto, uno dei primi punti di riferimento con cui accordarsi per recuperare il patrimonio culturale orvietano. Mentre la loto politica mostra la corda, il suo limite, nel rendere vivo e di valore ad esempio la “Fondazione per la conservazione ed il restauro dei beni librari” così come Orvieto è incapace del rilancio del Centro Studi Gianni Rodari. Realtà che potrebbero Continua a leggere Orvieto chiama Spoleto

Che portavoce vorrei dalle Parlamentarie?

Probabilmente tutti gli attivisti e molti simpatizzanti si stanno facendo proprio questa domanda: Che portavoce vorrei dalle Parlamentarie?
Ed è una domanda lecita perchè al netto dell’uno vale uno della democrazia diretta bisogna scegliere tra le persone e non è che ciascuna valga l’altra. Nossignori.
Ed ognuno ha una propria scala di valori su cui costituisce la propria idea di stima, fiducia ed opinione. Io personalmente ho alcuni criteri di riferimento e proverò a condividerli con Voi.
L’idea di base è che vorrei qualcuno tenace, di grande etica e capace. Se poi è vicino al territorio è meglio ma in realtà l’unica vera caratteristica necessaria, l’unica, è che sostenga a pieno le regole ed il programma del Movimento.

Ma dovendo scegliere online come faccio a misurare il valore delle persone?

Il curriculum vitae? Beh… a parità di condizioni avrebbe un senso, cioè chi ha una carriera scolastica e lavorativa nettamente migliore di altri a parità di ceto sociale, territorio di appartenenza ed età anagrafica ha probabilmente una capacità maggiore e, leggendo tra le righe, può avere davvero una certa tenacia. Una mamma casalinga probabilmente invece sarà più tenace e probabilmente avrà una maggiore etica. In effetti la situazione non si può e non si deve limitare ad una scorsa al curriculum.

Le dichiarazioni di intenti: ecco da quelle già si può capire di più, soprattutto incrociandole con il curriculum. Ad esempio sono portato a pensare che sia improbabile che chi si professa ambientalista possa essere qualcuno che ha scelto ingegneria meccanica come studi ed il comparto delle plastiche come lavoro. Ripeto è un punto di vista mio ma le informazioni sono abituato a metterle in relazione tra di loro e quindi, al netto delle frasi di rito che in molti infileranno su temi (sacrosanti) come la trasparenza e le fedine penali, bisogna scavare un pochino di più.

E il curriculum da attivista? Ecco questo è un punto interessante. Pur senza voler precludere chi attivista non è, ed ha comunque sempre creduto nell’impianto originale del Movimento che da spazio a tutti, può essere uno strumento utile per vedere quale sia l’impegno nell’avvicinarsi almeno alle tematiche del 5 Stelle e, soprattutto, se ci sia stato nel corso del tempo uno sviluppo ed una crescita. L’attivismo infatti, sempre a mio avviso, non è una “comfort zone” in cui si ripetono certe liturgie (volantinaggio, banchetto, riunione ecc…) ma si evolve avvicinando sempre di più all’efficacia del coinvolgimento nelle attività pubbliche (deposito di pareri e documenti, fiato sul collo istituzionale, esposti, proteste eclatanti, impegno su singole tematiche e così via) arrivando ad ottenere risultati SENZA utilizzare il nome ed il simbolo del Movimento o di una qualunque altra associazione nazionale. Per fare un esempio l’attivismo ambientalista del sottoscritto in linea teorica non potrebbe certo rivaleggiare con il direttore di un’oasi del WWF eppure invece qualche risultato l’ho portato a casa, da solo. Ecco vorrei vedere nei curriculum dell’attivismo cose simili.

E poi c’è la parte delle esperienze politiche e sindacali: ecco questa cambia tutto, proprio tutto. Io sceglierei ovviamente chi non ha avuto esperienze politiche nei partiti e nei sindacati schierati politicamente ma al tempo stesso vorrei vedere esperienze politiche di qualche tipo come la partecipazione ad istituti di democrazia partecipativa (e ce ne sono nelle città) od a comitati d’impegno pubblico. Per i portavoce uscenti invece questa parte sarà un doppione se avranno deciso di mettere nel proprio curriculum (e secondo me è sbagliato) anche la parte politica come mestiere. Invece mettere l’attività istituzionale dei portavoce uscenti, in modo secco e senza esagerare in questa sezione renderebbe meno squilibrata la sezione.

A proposito dei portavoce uscenti ho un piccolo dubbio. Se si ricandidano tutti ed entrano tutti al prossimo giro dovremmo ripartire da zero e forse non è proprio il massimo. Quindi la mia idea resta semplice:

«Io vorrei qualcuno tenace, di grande etica e capace. Se poi è vicino al territorio è meglio ma in realtà l’unica vera caratteristica necessaria, l’unica, è che sostenga a pieno le regole ed il programma del Movimento.» Silvio Torre

 

5 nuovi Sportelli Europa

Lo Sportello Europa è un elemento importante per lo sviluppo sociale ed economico di una città. Principalmente svolge attività di informazione e consulenza tecnica sui principali bandi di finanziamento europei e si rivolge a tutti gli enti locali, alle imprese e alle associazioni del territorio al fine di facilitare l’accesso degli operatori locali alle opportunità di finanziamento europee, anche favorendo la collaborazione tra enti, associazione ed imprese con gli stakeholders locali, nazionali ed internazionali nell’intento di realizzare progetti unitari e coerenti con le esigenze del territorio. Nel passato con la Eurotrend ed oggi con l’attività in proprio punto al coinvolgimento di almeno cinque nuovi sportelli cittadini dedicati all’europrogettazione, cioè che siano di stimolo ed orientamento alla ricerca di partenariati e finanziamenti europei come parte importante delle attività di sviluppo del territorio. Stiamo iniziando i contatti per una radicale inversione del rapporto piramidale in cui le cose scendono dal vertice dell’erogatore di fondi. Il vertice deve tornare ad essere il territorio e la propria capacità d’iniziativa. Occorre un rovesciamento della visione in cui le città con le proprie amministrazioni siano semplice burocrazia quando invece possono e devono essere incubatori ed acceleratori di sviluppo. Per colmare il gap culturale occorre creare alcuni comuni che facciano da battistrada e diventino punti di riferimento. In particolare si tratta dei comuni di: Continua a leggere 5 nuovi Sportelli Europa

Correva l’anno 2013

-CORREVA L’ANNO 2013 E CORREVAMO PER LE  ELEZIONI-

Eravamo affamati e folli, ci chiamavano antipolitica, gli indignati, quelli che sanno dire solo no, i grillini, gli antisistema o almeno così ci descrivevano fino al giorno prima dello strepitoso risultato delle politiche. Poi i corteggiamenti in vista della formazione del governo, i nostri no grazie, il Movimento ha una linea chiara ed i Meetup proporranno la lista “certificata” per la città. E quindi di nuovo antipolitica, gli indignati, quelli che sanno dire solo no, i grillini, gli antisistema…
Ne è passata di acqua sotto i ponti quando la mattina dopo le elezioni rispondevo per l’ultima volta come portavoce per i territori orvietani alle domande dei giornalisti sul quadro politico nazionale e per la prima volta come promotore della lista civica certificata locale. Cioè come portavoce per Orvieto.


Abbiamo lavorato molto e, crediamo, anche bene; infatti quello che riporta quell’articolo del 2013 oggi si è in gran parte già affrontato ed ottenuto, creando la lista, entrando nelle istituzioni e producendo risultati pur stando all’opposizione (persino il progetto turistico sportivo di Castel Giorgio), nonostante la presenza ingombrante di un’ex maggioranza che non fa altro che cercare occasioni di scontro e di denigrazione arrivando a fare falli di reazione allucinanti. E con una maggioranza che ha saputo fare tesoro delle nostre proposte; buon per loro e sicuramente bene per la città.
Ma noi adesso non ci accontentiamo. Continua a leggere Correva l’anno 2013