Semplificazione VS Efficenza

Semplificazione = Efficenza?

Beh, no. E’ controintuitivo ma solitamente è vero il contrario.

Infatti ridurre la complessità topologica comporta spesso un aumento della distanza (latenza, tempi decisionali, inefficienza).

Semplicità vs efficenza

Ad esempio:
🔸 Organizzazioni: troppa gerarchia (albero) o troppa linearità (catena) rallentano decisioni e flussi informativi.
🔸 Architetture IT: sistemi troppo “semplificati” possono diventare colli di bottiglia o non resilienti.
🔸 Team/Comunicazione: un team completamente interconnesso è efficiente ma ingestibile oltre un certo numero (per questo nelle aziende “agili” i team vanno da 5 a 9 elementi).


La capacità di selezionare e bilanciare con consapevolezza il “design” tra due elementi egualmente desiderabili, cioè il un trade-off reale tra complessità e performance, è una di quelle qualità minime che si richiedono a chi debba avere ruoli decisionali. Quasi tutti i principali framework organizzativi, sia tecnici che gestionali, hanno questo elemento implicitamente declinato nei principi cardine.In generale:

🔸 Semplificazione ≠ banalizzazione;

🔸 Semplificare senza compromettere l’efficienza;

🔸 “as much as necessary” cioè bilanciamento tra semplicità e rigore;”Keep it simple and practical” semplificare è desiderabile……ma solo se non degrada l’efficienza dei flussi, delle decisioni o della qualità.

La progettazione organizzativa o architetturale è la capacità di ottimizzare proattivamente questa tensione, evitando sia la complessità inutile che un dannoso eccesso di semplificazione.

Silvio Torre Linkedin

Impatto dell’Intelligenza Artificiale: Programmi Europe ed Elezioni

Tra poche settimane l’Europa andrà al voto per decidere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo e, questa volta, si dovrà decidere come governare l’impatto della diffusione dell’Intelligenza Artificiale in tutti gli aspetti della nostra società. Un impatto che subirà, durante il mandato di questi rappresentanti eletti, anche l’ulteriore accellerazione dovuta al quantum computing, insomma una vera e propria rivoluzione.


In Italia i programmi elettorali europei vngono depositati dai partiti assieme ai simboli e dunque, per poter correttamente scegliere i propri rappresentanti occorre conoscere le intenzioni dei gruppi politici partendo proprio da questo.

Ecco i programmi per l’IA presentati delle Principali forze politiche candidate alle europee

Fratelli d’Italia

  • «Creare una cabina di regia europea per governare i cambiamenti politici e sociali determinati dall’avvento dell’IA, per analizzare i fattori di rischio e per tutelare i posti di lavoro, i diritti fondamentali della persona e la proprietà intellettuale».
  • «Stanziare fondi europei per la creazione di un polo comune di ricerca e sviluppo delle tecnologie dell’IA».
  • «Attuare campagne di alfabetizzazione digitale per formare i cittadini all’utilizzo prudente e coscienzioso dell’IA fin dai primi gradi di istruzione».
  • «Sostenere le imprese che investono in ricerca, sviluppo e implementazione dei sistemi di IA».
  • «Aggiornare gli strumenti di tutela della proprietà intellettuale e del diritto d’autore per adattarli ai cambiamenti che derivano dal progresso digitale».

Partito Democratico

  • «L’intelligenza artificiale rappresenta un cambiamento epocale, può portare benefici sociali ma comporta anche dei rischi enormi; quindi, è essenziale un vero controllo democratico. L’uso dell’IA deve essere trasparente, rispettare la dignità umana e servire la società senza creare nuove disuguaglianze e discriminazioni. Dopo l’approvazione dell’AI Act, dobbiamo vigilare sulla sua applicazione e proseguire i negoziati per garantire, in caso di danni causati dall’intelligenza artificiale, che le vittime siano risarcite».
  • «Vogliamo formazione sulle opportunità e i rischi associati alle nuove tecnologie e maggiore trasparenza nell’uso e nello sviluppo dell’IA generativa».
  • «Vogliamo una comune riflessione europea ed un impegno per superare il nodo critico della disponibilità tecnologica dell’IA, allo stato sviluppata solo da paesi terzi rispetto all’Ue, che pone da un lato il problema della dipendenza tecnologica – e con riferimento a questa, solleva la questione delle infrastrutture indispensabili nell’era della società digitale – e dall’altro il problema, più controverso, di come restituire valore ai “dati pubblici” utilizzati per l’implementazione dell’IA la cui titolarità resta nelle mani di soggetti terzi, ancora troppo spesso privati».
  • «Vogliamo un controllo democratico per gli algoritmi e ne pretendiamo la trasparenza contrastando pratiche come la personalizzazione algoritmica dell’aspetto salariale».

Movimento 5 Stelle

  • «L’Unione europea per prima ha voluto regolamentare l’IA con il cosiddetto “AI Act”, un complesso tuttavia non sufficiente di norme orientate agli aspetti etici e alla classificazione dei sistemi di intelligenza artificiale sulla base del loro rischio, valutato rispetto all’impatto sui diritti dei cittadini dell’UE. È importante proseguire sulla strada del monitoraggio e della regolazione ma occorre evitare che un impianto normativo eccessivo ingessi l’economia dell’innovazione europea».
  • «La regolamentazione dell’intelligenza artificiale deve inoltre tenere in conto altri aspetti rilevanti come la trasparenza del funzionamento dei modelli e dei dati di addestramento, la possibilità di stress test sui modelli stessi, la responsabilità giuridica del funzionamento dei sistemi, l’impatto nel mondo dei contenuti, come per esempio il rispetto del diritto d’autore, e dell’informazione come il contrasto alle fake news e al deep fake».
  • «L’Ue deve investire in singole applicazioni strategiche dell’Intelligenza Artificiale come l’utilizzo di sistemi per le diagnosi in ambito sanitario, l’adozione di strumenti per le smart cities e la transizione ecologica, l’impiego di modelli di IA nel mondo della ricerca».
  • «Sul fronte internazionale, l’Ue dovrà affermare la propria identità, sviluppando una strategia sia verso l’estero, che consenta un posizionamento del Continente nello scenario di competizione globale, che interno, sostenendo la nascita e la crescita di campioni nazionali ed europei nell’IA».
  • «L’implementazione delle banche dati informative unita allo sviluppo dell’IA consentirà di rafforzare le sinergie tra energie rinnovabili, mitigazione, modelli previsionali e adattamento».
  • «Supportato da finanziamenti per la ricerca e l’innovazione in settori educativi avanzati, l’IA deve concorrere alla formazione delle scuole del futuro».

Lega

  • Il programma della Lega per le elezioni europee non contiene proposte specifiche sull’intelligenza artificiale.

Fora Italia

  • «Tecnologia e intelligenza artificiale al servizio dell’uomo. Governare la rivoluzione digitale regolamentando i rischi, accelerando gli investimenti in ricerca e sviluppo e incentivando l’innovazione e la diffusione delle nuove tecnologie anche tra i soggetti più fragili e gli anziani».
  • «Favorire gli investimenti in intelligenza artificiale rafforzando la normativa sulla protezione dei dati, per salvaguardare i diritti fondamentali dei cittadini».
    Stati Uniti d’Europa (con Italia Viva e Più Europa)
  • «Il nostro impegno è quello di far leva sull’intelligenza artificiale per ottimizzare i servizi pubblici e l’utilizzo delle risorse comuni, stimolare la crescita economica e migliorare la qualità della vita dei cittadini, garantendo al contempo che la tecnologia sia utilizzata in modo responsabile e nel pieno rispetto dei diritti individuali».
    Azione-Siamo Europei
  • «Meccanismi semplici come quelli del credito d’imposta sosterrebbero le imprese nel percorso di modernizzazione dei propri macchinari, l’utilizzo di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale, il trasferimento di conoscenze e lo sviluppo di modelli di business più sostenibili».
  • «Aumentare i finanziamenti a programmi di ricerca mirati ad attrarre e trattenere ricercatori specializzati in ambiti strategici, come l’intelligenza artificiale».

Alleanza Verdi/Sinistra

  • «È indispensabile che lavoratrici, lavoratori e organizzazioni sindacali siano protagoniste del processo produttivo, così da garantire un costante incremento della produttività, un’equa distribuzione dei vantaggi che ne derivino e un impatto positivo delle nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale».
  • «Istituire un’agenzia europea di ricerca sull’intelligenza artificiale a capitale interamente pubblico, che tenga insieme un approccio etico, regolamentare, di ricerca e industriale, così da sfidare le corporation Usa e da proporre un approccio integralmente umanista alla grande sfida tecnologica dei prossimi anni».

    Non so Voi ma io un’idea me la sono già fatta….

    Innalzare la postura difensiva in relazione alla situazione ucraina

    Stamane il CSIRT, cioè il dipartimento di Computer Security Incident Response dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), ha diramato un bollettino in cui prescrive regole e metodi per l’innalzamento delle misure di prevenzione e monitoraggio, in relazione alla crisi ucraina.

    L’ACN è Autorità nazionale per la cybersicurezza, coordina i soggetti pubblici , promuove la realizzazione di azioni comuni volte a garantire la sicurezza e la resilienza cibernetica necessarie allo sviluppo digitale del Paese e persegue il conseguimento dell’autonomia strategica nazionale ed europea nel settore del digitale, in sinergia con il sistema produttivo nazionale, nonché attraverso il coinvolgimento del mondo dell’università e della ricerca.

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    Open data ed informazione

    Il sistema di elaborazione grafica della John’s Hopkins university è uno dei più usati da istituzioni ed informazione per descrivere l’andamento della pandemia del covid-19.

    Questa non è, naturalmente, l’unica mappa o sistema di elaborazione infografica basato sugli Open data legati a questa diffusione pandemica tuttavia ha acquisito una grande autorevolezza. Superiore a quella dei blasonati concorrenti come l’elaborazione effettuata da Microsoft sulla propria piattaforma Here e sulle varie iniziative basate su ArcGis, questo nonostante la grande disponibilità di esperti di sistemi informativi territoriali, quelli che si chiamano gis appunto, presenti nella nostra nazione.

    A mio avviso un caso particolare può essere rappresentato dall’assenza dell’Istat che pure è dotata di un dipartimento che si occupa di sistemi informativi territoriali con rappresentazione in forma di mappe, Gistat, è di un notevole professionismo. Potrebbe non essere un investimento sbagliato lo sviluppo di uno spin-off che assieme con aziende ed università possa competere in questo campo con le più importanti realtà internazionali e rappresentare una fonte primaria ed affidabile per l’informazione italiana ed internazionale anche sulle dinamiche a più rapida evoluzione, come sta accadendo con il covid 19. Ne ho scritto al ministro per l’innovazione, Paola Pisano, segnalando questa opportunità anzi questa che potrebbe essere una iniziativa di livello strategico.

    Covid 19 contact tracing certification

    Tra le iniziative nazionali e quelle internazionali nel mondo post pandemia da Covid-19 senza dubbio saranno necessarie skill trasversali per lo sviluppo delle applicazioni diffuse di telemedicina, e-citizenship ed e-health, sia nei contesti dei sistemi sanitari strettamente territoriali che in quelli nazionali ed internazionali.

    Per lo sviluppo in questi ambiti occorreranno infatti non solo le qualità tecniche e di project management ma anche un elevato livello etico, la conoscenza rigorosa delle normative sulla privacy e sulla protezione dei dati, a cominciare dal GDPR, oltre alla volontà ed alla dimostrata capacità di poter acquisire le necessarie competenze trasversali per abbracciare la complessità di tali compiti.

    COVID-19 Contact Tracing by Johns Hopkins University GWKKX2VXL4QUPersonalmente questo percorso di upskilling certificato [Covid 19 Contact Tracing] ho potuto realizzarlo anche attraverso l’iniziativa di formazione della dott.ssa Emily Gurley, che ringrazio ancora. La dott.ssa Gurley è una epidemiologa della John’s Hopkins University, università USA famosa qui in Italia per i suoi report su cui si basavano le grafiche dei nostri telegiornali nei mesi scorsi ed ancora oggi, che è l’ente di riferimento per questo tipo di certificazioni.

    Segui questo link per approfondire su Linkedin oppure leggi qui di seguito gli approfondimenti sulla dott.ssa Gurley. Continua a leggere “Covid 19 contact tracing certification”

    È in corso la valutazione delle proposte partecipative per Italia 2025

    Come molti colleghi partecipo volentieri ad “Italia 2025”, la strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione realizzata dal Ministro per l’innovazione e la trasformazione digitale, ed attualmente siamo del momento di valutazione delle proposte.

    La strategia di innovazione  di Italia 2025 è articolata in tre “sfide” principali: la digitalizzazione della società, l’innovazione del Paese e lo sviluppo sostenibile e etico della società nel suo complesso; e siamo tutti coscienti che le scelte che verranno fatte adesso dovranno anche essere anticipate rispetto agli orizzonti temporali che ci si era originariamente dati. Ed è un cambiamento che accogliamo con entusiasmo e con la consapevolezza che non si potrà cambiare in corso d’opera e che pertanto queste scelte dovranno essere il più largamente condivise ed essere analizzate ed asseverate dallo staff della ministra Pisano.