San Valentino non abita ad Orvieto

Ed anche questo San Valentino è passato senza che ad #Orvieto ci fossero eventi attrattivi, proposte di #MarketingTerritoriale dedicate allo sposarsi od al turismo romantico in città.
Questa Amministrazione non sembra per nulla #emozionante eppure quando punta sullo sviluppo col turismo si sa bene che l’emozione é sostanza.

PS
Lo avrei detto anche prima agli assessori competenti in sede di presentazione di Visit Orvieto, che ha una sezione appunto dedicata al turismo emozionale, ma gli appuntamenti dati dopo in un piccolo comune solo dopo molti mesi non aiutano ad organizzarsi. Peccato.

Gli alberi del bookcrossing

Un piccolo progetto per recuperare i tronchi degli alberi, soprattutto dei platani, tagliati per motivi di sicurezza nelle aree dei parchi e del centro storico di Orvieto trasformandorli in piccole librerie e punti di scambio bookcrossing.

Se vi va di leggerne i dettagli fate un salto qui:
Gli alberi del BookCrossing

Scuola oggi, scuola che verrà

La radio in auto spara il solito dibattito sulla scuola superiore e professionale sul valore del singolo esame di maturità, sul fatto che ora si fa media tra le le materie di specializzazione della scuola e le altre (col paradosso che se sei forte in matematica e di talento standard sul resto hai più possibilità di alzare la media al classico od all’artistico che allo scientifico). Continua a leggere “Scuola oggi, scuola che verrà”

Non proliferazione delle “Armi Robot”

E’ la vigilia di Natale e si dovrebbero avere pensieri solo di tranquillità, parlare di cenone, di regali. Ma per poterlo fare occorre avere fiducia in una pace duratura e speranza in un futuro su cui a me pare si affastellino anche delle ombre: tra terrorismo e proclami dei nuovi leader a me pare di sentire tamburi di guerra e minacce come quella degli armamenti autonomi contro le quali ancora non c’è attenzione nonostante l’impegno degli attivisti e, dall’ultimo Davos, persino del mondo economico internazionale.

Fa molto fantascienza immaginare un mondo di robocop, di terminator e droni killer eppure al World Economic Forum si sono accorti, col sostegno di sociologi, scienziati, filosofi e persone della Cultura quella con la c maiuscola di quello che qualunque appassionato di fantascienza sa da sempre: automatizzare la guerra è estremamente più pericoloso che non farla.

Ormai ci siamo però, ormai la cuspide tecnologica è raggiunta nell’imbarazzante inconsapevolezza delle cosiddette classi dirigenti e delle personalità dotate di maggiore influenza sulla pubblica opinione. Il livello di rischio è elevato.

Non potendo allo stato attuale imporre logiche “morali” ai sistemi di armi mobili a scelta autonoma, che agiscono scollegate dall’operatore umano, ci si pone la questione di aprire la discussione e le trattative sulla non proliferazione di simili armi, di come impedire che possano cadere in mani terroristiche od essere usate contro la popolazione civile.

Dall’Italia che ripudia la guerra deve partire quanto prima la richiesta di trattative per la non proliferazione delle armi LAWS (“lethal autonomous weapons systems”) potenzialmente estremamente più dannose delle mine antiuomo e di altre armi convenzionali.

Così oggi, vigilia di Natale 2016, ho depositato proprio questa proposta nei sistemi di democrazia diretta del M5S per metterla in discussione quanto prima ed avviarci ad una “regolamentazione” delle armi autonome dotate di sistemi di decisione propri, uno “Ius Belli” e forse il momento giusto è proprio questa festa così dolce ed umana. Coraggio.

trattato-di-non-proliferazione

Orvieto ludica cresce

“Nata come microprogetto locale Orvieto Ludica ha superato da un pezzo i confini cittadini e si avvia a diventare uno dei punti di riferimento del panorama del centro Italia nel campo dell’intrattenimento educativo ed intelligente…”

Beh… No. Non è (ancora) vero.
Noi ci spendiamo molto e l’associazione è davvero cresciuta ed è davvero protagonista di eventi importanti ma ci vuole ancora molto lavoro per affermarsi in regione prima ed a livello nazionale poi.
Un passo alla volta.

orvietoludica

Settimane piene

A Napoli, mentre ero nel pieno delle attività come Amministratore di rete per un gruppo agroalimentare che dall’Italia si è esteso anche grazie al mio lavoro oltre nazione e su più continenti ero piuttosto impegnato, la mia compagna faceva l’avvocato ed avevamo una rete sociale ricca e dinamica. Difficile anzi era l’avere tempo libero.

Oggi altra vita, in una cittadina slow come Orvieto dovremmo avere tantissimo tempo per noi e invece capitano settimane dove la normalità è Lucia un giorno in Lussemburgo alla Corte di Giustizia Europea ed altri a Bruxelles all’Europarlamento, mio fratello che nell’intervista alla Tv olandese racconta i suoi sette giorni di lavoro su sette per dieci ore al giorno ed io, che ho appena prodotto il portale Visit-Orvieto mantenendo tutto il carico di tutte le attività referendarie M5S dell’orvietano. Eppure riusciamo a tagliarci il tempo per il cinema con le bambine, un giretto ed un libro letto assieme, una cena dai Monaldeschi e… ah, ecco. Ho trascurato Orvieto Ludica in questi giorni. Sono settimane piene oltre il livello di guardia, qualcosa rischia di sfuggirmi. Però se accade, quando accade, sappiatelo che non lo faccio apposta.