Take it slow

Ad Orvieto è partita L’avventura della nuova sede di cittaslow con appuntamenti, incontri e tanti approfondimenti sulle tematiche della vivere bene e sano, sui rapporti con paesi lontani e sull’utilizzo dei fondi europei.

Essere la città ospitante di questo tipo di iniziative è molto bello e, diciamolo, rende anche un bel po’ orgogliosi.

Malattie rare ed IA

Si dice rara una patologia che non colpisce più dello 0.05%, quindi 5 casi su 10mila persone. In Italia, sono oltre due milioni, e il 70% è in età pediatrica, le persone colpite da queste malattie genetiche che si stima possano variare tra le 6 mila e le 8 mila. Molto spesso sono di tipo ereditario, possono essere diagnosticate nell’infanzia, ma molte hanno una lenta evoluzione e quindi la diagnosi avviene in presenza ormai di un danno multiorgano. Infatti, le malattie rare interessano tutte le diverse discipline, ma le competenze specifiche sono fondamentali nella gestione (diagnosi e assistenza clinica) di questi pazienti.

In questo ambito probabilmente l’intervento della capacità di superare le singole specializzazioni e connettere esperienze diverse e lontane nello spazio del tempo in special modo attraverso le intelligenze artificiali potrà probabilmente sostenere la ricerca ed incrementarne la capacità di raggiungere risultati non più di base ma attuativi, insomma sene potranno applicare i risultati.

Oggi è la giornata mondiale dedicata a queste malattie rare e sarà un privilegio poterne vedere la scomparsa. Ne parleremo durante la prossima edizione di #CloudCity.

Addio a Folco Quilici

Soltanto poche ore fa ci ha lasciato Folco Quilici, uno dei più grandi documentaristi ed ambientalisti antelitteram del nostro paese.

Da ragazzo avevo collezionato la raccolta “Gli oceani” di Cousteau e “Sesto continente” proprio di Quilici ed hanno fatto parte importante del mio bagaglio culturale personale.

Viveva qui a Ficulle nel circondario di Orvieto e qui ci ha lasciato, testimone di un’epoca lontana in cui le tematiche ambientali erano elitarie e non fondamentali come oggi in cui per Sesto continente ci si riferisce non più all’oceano Ma secondo la definizione di Charles Moore a quell’Isolotto di 2500 chilometri di diametro fatto di rifiuti che galleggiano tra il Giappone e le Hawaii. Da appassionato dell’ambiente non posso quindi che ricordarlo ripensando a quei momenti dell’infanzia in cui nel tempo libero d’inverno a casa in mancanza di internet e persino di televisione viaggiavo con la mente leggendo gli scritti appassionati che raccontavano dell’azzurro oceanico eh delle profondità misteriose degli abissi sottostanti. A lui questo breve ricordo per un grazie, dal profondo.

Slow is Smart

Sostengo il progetto di Cittaslow International (credo di essere il secondo ad essere stato iscritto all’albo ufficiale) e sono probabilmente l’unico NON sindaco o non ex sindaco in questa foto dell’inaugurazione della nuova sede istituzionale negli stessi spazi che io ho usato per #CloudCity.

La questione che pone questa associazione è una visione degli spazi urbani futuri ed attuali che corrisponde tantissimo alla visione che abbiamo provato a portare nella politica locale con #OrvietoCivica (fino a che nel 2012 Mario Monti non ne fece il nome del suo partito) e poi con il nome di #Orvieto5Stelle.

Slow is smart…

2 minuti a mezzanotte

Due minuti a mezzanotte

L’orologio dell’apocalisse (Doomsday Clock) è una iniziativa ideata nel 1947 dagli scienziati atomici dell’Università di Chicago. Si tratta di un orologio (metaforico) che la vicinanza alla mezzanotte (la fine) dell’umanità. Da qualche giorno la lancetta si è spostata sui due minuti a mezzanotte, il livello di rischio massimo mai registrato.

Esageratamente abusato Umberto Eco avrebbe qualcosa da dire rispetto a questo tipo di impostazione della divulgazione scientifica e culturale portata avanti dagli scienziati atomici sin dagli anni 50. Continua a leggere “2 minuti a mezzanotte”

Nuotare controcorrente

Queste Parlamentarie per dare il vita ad una lista sono state come il viaggio dei salmoni dal mare di Bering ai fiumi di montagna per deporre le uova, facendo quasi a spallate con i propri compagni di viaggio.
Sono soddisfatto?
No, anche se si sapeva che con questo sistema dai piccoli centri più isolati non può salire nessuno, e questo per noi è un peccato.

Però davanti c’è gente in gamba che in gran parte rispecchia la mia richiesta di qualità, che sosterrà il nostro impegno sul territorio e che porterà avanti con decisione il programma a 5 stelle e quindi va bene così… quasi bene. Continua a leggere “Nuotare controcorrente”