I Mostri di Torre

I MOSTRI DI TORRE – SETTIMANALE SATIRICO DI TELEORVIETO

Parentesi personale: io sono insonne, e anche quando sono sveglio non sono esattamente uno spensierato. Questo è da sempre noto a chi mi conosce ma, oggi, nell’epoca dei social è facile da riscontrare guardando gli orari di pubblicazione dei miei post ed articoli. Ovviamente molto dei contenuti è consono all’orario e può essere più o meno paradossale. Meno dormo e più i paradossi sembrano voluti e ben centrati, segno che la parte inconscia è estremamente più efficace della sfera cosciente.  Qualche tempo fa scrissi un paio di testi intitolati “Mostri a confronto” e certo non mi aspettavo che attirasse l’attenzione del giornalista Antonello Romano che mi ha telefonato alcune ore più tardi, verso le nove del mattino, trovandomi già al quinto caffè e prendendomi in contropiede con una proposta del tutto inaspettata: mettere in video “I Mostri di Torre”.

E così è nata questa striscia satirica settimanale che mi vede autore e protagonista, con cui sto collaborando alle trasmissioni di TeleOrvieto…. e per capirci bene su cosa sia per davvero ho copiato testualmente la definizione di “Satira” e mica dalla Treccani ma addirittura Wikipedia.

La satira (dal latino satura lanx: il vassoio riempito di primizie in offerta agli dei) è un genere della letteratura, delle arti e, più in generale, di comunicazione, caratterizzata dall’attenzione critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni e promuovendo il cambiamento.

Mica cotiche.

Prevenzione rischi per i beni culturali

Si potrebbe dire che quasi la metà dei beni culturali italiani sono in pericolo. Precisamente sono quasi 80mila beni a rischio frana o alluvione secondo la mappa delle bellezze italiane esposte ai rischi naturali realizzata dall’Ispra e presentata nel giugno scorso insieme a un piano di interventi per la messa in sicurezza dell’intero territorio italiano, con 10 miliardi a disposizione e già 1.500 cantieri in corso o ultimati.
Eppure qui ad Orvieto così come abbiamo mancato ogni occasione di filantropia internazionale per la salvaguardia dei nostri beni, così come abbiamo perso per due anni di seguito il treno dell’Art Bonus, ci troviamo fuori da quel piano e dobbiamo tentare un crowdfunding per riparare la seconda chiesa danneggiata da un fulmine in pochi anni quando poi, a guardar bene, bastava prevenire, in questo caso con i parafulmini.
La politica locale spesso si perde in fuffa, dibattiti sul nulla, quando semplicemente basterebbe badare alle cose normali.