– Resilienza e buone pratiche antispreco sui riscaldamenti (parte 2 di 10) –
Controllare la temperatura degli ambienti.
Scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura fino a 22 gradi, ma 19 gradi sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario in presenza di adeguata umidità. Inoltre, per ogni grado abbassato si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile. La resilienza è anche risparmio quindi partiamo da qui.
A proposito dell’umidità è raccomandabile continuare ad usare i classici diffusori in ceramica per evitare che l’aria si dissecchi causando a sua volta riducendo la sensazione di confort, quel benessere termoigrometrico la condizione mentale che esprime soddisfazione nei confronti dell’ambiente termico.
Nel sistema di termoregolazione corporea infatti i recettori termici sono dei veri e propri sensori che reagiscono sia alle basse, sia alle alte temperature secondo meccanismi differenti; i recettori sono terminazioni nervose che inviano segnali alla regione del cervello responsabile della termoregolazione, chiamata ipotalamo che influenza la risposta organica sia in termini vasomotori che comportamentali aumentando o meno la sensazione di confort o fastidio od addirittura intervenendo con i brividi di freddo atti a far produrre calore ai muscoli o la sudorazione per rispondere al troppo caldo. Continua a leggere “Resilienza: buone pratiche antispreco sui riscaldamenti 2/10”

I Consorzi di bonifica, per farla molto breve, hanno il duplice scopo di difendere l’acqua e di difendere dall’acqua. L’intervento dell’Ambi ricordava infatti che l’assenza di neve invernale su Alpi ed Appennini avrebbe avuto un impatto importante sulla portate fluviale e sull’accumulo negli invasi che solitamente compensa col disgelo la mancanza delle precipitazioni nei mesi primaverili ed estivi, a questo si aggiungeva il caldo che ha di fatto aumentato i consumi idrici e che, se fosse continuato, avrebbe influenzato l’assorbimento delle risorse d’acqua deviandole al consumo cittadino.
Due mesi dopo alla presentazione dello studio per la settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione la stessa Anbi avrebbe presentato un corposo studio che avrebbe dovuto far scattare l’allarme in tanti comuni e territori, cosa che invece non è successa, e così il governo ha continuato a tenere la testa sotto la sabbia. Da parte nostra abbiamo tenuto, localmente, viva l’attenzione con interventi in Consiglio Comunale ed incontri pubblici. Resta ingiustificabile la mancanza della dovuta cura ed attenzione da parte delle cosiddette “classi dirigenti”. C’è da chiedersi se ci sia sempre un retropensiero, un qualcosa sotto, oppure semplicemente lassismo ed in qualche caso imperizia ed incapacità di studiare, analizzare ed affrontare i problemi.

Ecco io credo che il CRURZ sia caduto in un’imboscata quando si è sbilanciato a proporre la soluzione di impianti per il recupero ed il riciclo proprio mentre marciavamo tutti contro l’espansione della discarica. Purtroppo può succedere, tuttavia intanto si deve continuare a cercare risolvere definitivamente il problema, con coscienza e corretta informazione, non limitandosi a fare dottrina o parlare dei massimi sistemi.