La situazione di una città…

La situazione di una città può essere davvero brutta: dissesto economico sostanziale, cattiva gestione della parte formale, mancanza di visione politica e della doverosa tensione morale. Una opposizione che si ancora a rimpianti del passato o peggio ad attacchi personali. Un sindaco od un’amministrazione lesti a scaricare le responsabilità di volta in volta su collaboratori, cittadini, governo centrale o la regione matrigna. Una maggioranza tesa ad interessi e nomine, e nei sui estremi pronta al dividere rifiutando l’unire. E poi le infiltrazioni, il malaffare, la disonestà intellettuale del responsabile che dichiara una linea d’azione ma che non è conseguente nei suoi atti concreti, organizza incontri e presenzialismo promettendo di tutto e mantenendo solo ciò che gli conviene. E poi su tutto la strategia degli opossum, quella che consiste nell’immobilizzarsi assieme alla città, di incamerare e trattenere le risorse per liberarle solo poco prima delle successive elezioni e peggio quella della finta partecipazione con costosi impegni pubblici le cui risultanze non saranno mai fatte pesare sulla bilancia decisionale contribuendo a quel distacco dalla cosa pubblica che è uno dei mali che affligge la nostra nazione e la nostra regione. Ecco io di questo sono stanco ed amareggiato, e credo che i cittadini ne abbiano abbastanza, abbastanza di vedere chiudere il negozio, di vedere che le acque pubbliche vengono cedute a prezzi irrisori o gratis ai privati mentre aumentano le bollette a dismisura, stanchi di sentirsi incolpare per la fila al Cup, per la droga pesante ai figli tredicenni, per l’incidente sul lavoro fatto per la comunità.

Un’Amministrazione è in prima linea per prevenire i problemi e dare delle prospettive di sviluppo e vita ad una comunità ed un territorio. Rispetto a quello che c’è oggi a disposizione è davvero un’altra cosa.

CETA, un cattivo affare

L’accordo economico e commerciale globale (CETA) è un trattato tra l’UE e il Canada negoziato di recente. E’ stato appena approvato dall’Europarlamento ed eliminerà i dazi doganali, porrà fine alle restrizioni nell’accesso agli appalti pubblici, aprirà il mercato dei servizi il tutto senza prevenire che le ditte USA con sede in Canada possano sfruttarlo come cavallo di Troia, come ponte per l’accesso non regolamentato ai beni, ai titoli di struttamento ed ai territori.

Un brutto affare Continua a leggere “CETA, un cattivo affare”

Lo Stato dell’Unione 2016: #Soteu

Il 14 settembre prossimo si svolgerà la sessione #PlenariaPE a #Strasburgo.

All’ordine del giorno vi sono temi molto importanti, primo fra tutti il discorso sullo Stato dell’Unione #SOTEU che sarà tenuto dal Presidente della Commissione europea @JunkerEP mercoledì 14.

junker2-600x300Il Presidente della Commissione farà il discorso sullo Stato dell’Unione Europea ma poi si aprirà il dibattito ed interverranno le voci dell’Europa dei cittadini.

L’Europa è, che piaccia o no, sempre stato il continente di riferimento del pianeta, il centro nevralgico, il motore culturale, dialettico e creativo per eccellenza. Per paradosso qualunque grande potenza di altri continenti tende ad emulare l’Europa, persino nel modo di vestire, di parlare o di abitare.

L’Unione Europea, per quanto politica ed artificiale, è un elemento con cui confrontarsi ogni giorno, valutandone senza pregiudizi ma con attenzione critica pregi e difetti, premesse e prospettive. Lo Stato dell’Unione è il momento giusto per esercitare il proprio diritto dovere da cittadini d’interessarsi, approfondire e proporre idee, avanzare dubbi o chiedere chiarimenti.

Oltre a questo si discuterà anche dell caso #Apple, sulle emissioni delle automobili, sul problema dello stato di diritto in #Polonia, sulla situazione in #Turchia, sull’immigrazione e sul piano di trasferimento dei rifugiati in #Italia e in #Grecia, sul budget del 2017 e sulla nomina del nuovo Commissario per la sicurezza dell’Unione (pensate sarebbe di diritto un britannico).

Insomma tantissimi argomenti sui quali bisogna discutere e, chi vorrà, far sentire la propria voce direttamente o tramite i propri “dipendenti” rappresentanti politici ed istituzionali.

Per informazioni ed approfondimenti contattatemi/seguitemi pure:

Guerra ed altre priorità

#Guerra ed altre priorità…
Ad esempio il dissesto idrogeologico presso i centri abitati e le arterie di comunicazione nazionali
Il nuovo assetto climatico con l’inesorabile scomparsa dei ghiacciai appenninici e l’imminente scomparsa di quelli alpini in un tripudio di record un anno dopo l’altro sia in termini di temperature che in quella di eventi eccezionali come nubifragi, alluvioni, trombe d’aria, siccità.

Priorità? Il VESUVIO!

L’obsolescenza degli impianti idrico, elettrico, fognario, viario, portuale e ferroviario.
Il VESUVIO per la miseria.
L’impossibilità dell’accesso al credito con il nuovo regime dei contratti a tempo indeterminato e la conseguente svalutazione immobiliare.
L’esodo di un milione di napoletani incazzati neri e senza più nulla da perdere dopo il VESUVIO, maledizione, il VESUVIO!
Il crollo della grande distribuzione e dei centri commerciali dopo l’avvento delle consegne realtime. Continua a leggere “Guerra ed altre priorità”

Altamente infiammabile

A due giorni dalla strage di Parigi, e dopo due giorni di acute osservazioni da parte dei conduttori di talk show e dei polemisti di turno, dopo 48 ore di “ve l’avevo detto” salviniani e di “bisogna intervenire militarmente ed aumentare l’intelligence” detti un po’ da tutti è arrivata la notizia che i supersoldati freddi e determinati che hanno dato l’assalto in Francia sono gran parte francesi e belgi e che si sono coordinati online utilizzando la chat della Playstation invece che i normali canali di comunicazione web stramonitorati. Ora i sistemi di chat in tempo reale che si usano nei giochi online funzionano come chat audio e sono un mare magnum di gruppi che, mentre fanno team nella grafica del videogame in cui sono soldati e devono conquistare un avamposto o fermare un’invasione di mostri alieni, urlano tra di loro “Prendilo, ammazzalo, sparagli, corri, bastardo, muori maledetto!” e lo fanno decine di volte al minuto e sono alcuni milioni alla settimana; controllare il sistema e trarre da quel caos un’informazione che non sia drogata da “falsi positivi”, da flasi allarmi per intenderci, oggi non sembra alla portata (e parlo da esperto d’elaborazione dati). Continua a leggere “Altamente infiammabile”

Tempo!

E’ un bel po’ di tempo che non aggiorno questo blog e c’è un motivo, credo, abbastanza buono.

lucia europarlamentoEra necessario che Lucia Vergaglia (nella foto qui sopra all’Europarlamento con il portavoce Piedicini ed i deputati umbri Gallinella e Ciprini) si potesse fare largo senza l’ingombrante ombra del sottoscritto.

In 4 mesi ne sono successe di cose, abbiamo conquistato spazio e riconoscibilità rompendo l’asse sinistra-destra e portando in maniera nuova ed efficace le istanze del M5S.

Affitti d’oro, trasparenza e legalità con le discussioni sulla “Carta di Pisa”, Pinicidio, l’abolizione di Equitalia, gli interventi nella vicenda della crisi industriale Electrosys sono parte delle piccole vittorie che abbiamo incassato. Abbiamo subito anche delle sconfitte brucianti come il rifiuto, qui nella città del Folk, della cittadinanza onoraria a Francesco Guccini ed abbiamo visto respinta la richiesta di focalizzare il recupero dell’area industriale di Bardano basandoci sul Made in Italy.

Lucia non si è scoraggiata, autocritica si, ma ricordiamoci che quando vinciamo noi forse c’è un po’ di merito, ma quando veniamo sconfitti il merito (la colpa o la responsabillità) va alle altre forze in campo ed a lungo termine quella responsabilità, qualla colpa peserà come un macigno su di loro.

Oggi la situazione è cambiata dalle Comunali 2014. Non sono più l’ombra ingombrante, è la portavoce Vergaglia che è conosciuta e riconosciuta e che giganteggia in Consiglio Comunale, rispettata per la grande qualità del lavoro, per lo spessore politico, per l’umanità e la vicinanza ai cittadini tutti. Ora posso tornare, con una certa tranquillità, a scrivere ed a pubblicare… a far danni insomma.