RESILIENZA: buone pratiche antispreco sui riscaldamenti 4/10
Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone.
Le nostre case non recenti sono infatti costruite in modo non resiliente, permettono infatti che il calore fugga nelle pareti e nelle intercapedini. I materiali sono sono tipicamente riflettenti ma assorbenti e la metà o più del calore generato resta nel muro cui è connesso il radiatore e non contribuisce al confort ambientale. A questo punto in casa si può intervenire montando anche da soli superfici isolanti,come il sughero, o riflettenti come tante che vendono nei negozi del fai da te. È un ‘trucco’ semplice, ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore e, detto tra noi, costa poco e vale quanto un cambio di caldaia in termini di impatto sulle spese.
Su questo tema conobbi Dario Tamburrano, un attivista ambientalista, poi divenuto anima del M5S ed eurodeputato del Movimento. Dario nel 2016 è stato nominato, da riviste specializzate, uno dei dieci individui più influenti nel campo europeo dell’energia per il suo lavoro in Commissione IRES ma resta sempre quello che, con Beppe Grillo, spiegava quanto poco ci volesse per rendere più efficaci le pratiche di risparmio energetico nelle abitazioni e negli uffici usando il sughero come elemento isolante e riflettente dei nostri radiatori termici.
Nel sistema di termoregolazione corporea infatti i recettori termici sono dei veri e propri sensori che reagiscono sia alle basse, sia alle alte temperature secondo meccanismi differenti; i recettori sono terminazioni nervose che inviano segnali alla regione del cervello responsabile della termoregolazione, chiamata ipotalamo che influenza la risposta organica sia in termini vasomotori che comportamentali aumentando o meno la sensazione di confort o fastidio od addirittura intervenendo con i brividi di freddo atti a far produrre calore ai muscoli o la sudorazione per rispondere al troppo caldo.

I Consorzi di bonifica, per farla molto breve, hanno il duplice scopo di difendere l’acqua e di difendere dall’acqua. L’intervento dell’Ambi ricordava infatti che l’assenza di neve invernale su Alpi ed Appennini avrebbe avuto un impatto importante sulla portate fluviale e sull’accumulo negli invasi che solitamente compensa col disgelo la mancanza delle precipitazioni nei mesi primaverili ed estivi, a questo si aggiungeva il caldo che ha di fatto aumentato i consumi idrici e che, se fosse continuato, avrebbe influenzato l’assorbimento delle risorse d’acqua deviandole al consumo cittadino.
Due mesi dopo alla presentazione dello studio per la settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione la stessa Anbi avrebbe presentato un corposo studio che avrebbe dovuto far scattare l’allarme in tanti comuni e territori, cosa che invece non è successa, e così il governo ha continuato a tenere la testa sotto la sabbia. Da parte nostra abbiamo tenuto, localmente, viva l’attenzione con interventi in Consiglio Comunale ed incontri pubblici. Resta ingiustificabile la mancanza della dovuta cura ed attenzione da parte delle cosiddette “classi dirigenti”. C’è da chiedersi se ci sia sempre un retropensiero, un qualcosa sotto, oppure semplicemente lassismo ed in qualche caso imperizia ed incapacità di studiare, analizzare ed affrontare i problemi.