Siccità: Nessuna Sorpresa

— LA SICCITÀ DEL 2017 ERA DA TEMPO ANNUNCIATA —

Era la fine di questo caldo inverno, caldo record, andavamo vestiti leggeri qui nelle valli in Umbria anche a marzo. Con i portavoce del Movimento 5 Stelle ero ad un incontro con i responsabili (direttori e presidenti) dei consorzi di bonifica regionali e della loro associazione nazionale ANBI. A parte l’unico e breve momento di politica territoriale con tra il presidente del Consorzio di bonifica Val di Chiana, dott. Mario Mori, che chiedeva conto delle nostre iniziative sull’affare del Carcaione ed il sottoscritto che rispondeva richiamando il dovere di tenere separati “Contratto di Fiume” e lavori infrastrutturali (cosa che da quel momento effettivamente è avvenuta) ci siam focalizzati su due questioni: la prima piuttosto tecnica legata alla governance di questi enti e l’altra, molto pratica, sull’arrivo probabile della siccità.

I Consorzi di bonifica, per farla molto breve, hanno il duplice scopo di difendere l’acqua e di difendere dall’acqua. L’intervento dell’Ambi ricordava infatti che l’assenza di neve invernale su Alpi ed Appennini avrebbe avuto un impatto importante sulla portate fluviale e sull’accumulo negli invasi che solitamente compensa col disgelo la mancanza delle precipitazioni nei mesi primaverili ed estivi, a questo si aggiungeva il caldo che ha di fatto aumentato i consumi idrici e che, se fosse continuato, avrebbe influenzato l’assorbimento delle risorse d’acqua deviandole al consumo cittadino.

Due mesi dopo alla presentazione dello studio per la settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione  la stessa Anbi avrebbe presentato un corposo studio che avrebbe dovuto far scattare l’allarme in tanti comuni e territori, cosa che invece non è successa, e così il governo ha continuato a tenere la testa sotto la sabbia. Da parte nostra abbiamo tenuto, localmente, viva l’attenzione con interventi in Consiglio Comunale ed incontri pubblici. Resta ingiustificabile la mancanza della dovuta cura ed attenzione da parte delle cosiddette “classi dirigenti”. C’è da chiedersi se ci sia sempre un retropensiero, un qualcosa sotto, oppure semplicemente lassismo ed in qualche caso imperizia ed incapacità di studiare, analizzare ed affrontare i problemi.

Chiamateci “giocherelloni” se vi va…

Ho un rapporto monovalente con i giochi, sono certo che siano parte integrante e fondamentale delle esperienze umane, credo che siano il formidabile strumento di passaggio delle esperienze e messa alla prova (in sicurezza) che la natura ha fornito alle specie dotate di cervello e vedo che funziona benissimo come strumento di sana aggregazione, confronto tra pari e piacevole intrattenimento. Come la maggior parte dei  libri anche i la maggior parte dei giochi, quelli veri, non ha controindicazioni. Da appassionato ho organizzato numerosi eventi ed appuntamenti ludici nel corso della mia vita, anche con migliaia di partecipanti tutti insieme, e da quando vivo ad Orvieto ho dato vita, assieme all’amico Raimondo Cecere, ad Orvieto Ludica, che in brevissimo tempo è diventata un bel punto di riferimento degli appassionati qui nel centro Italia e che sta per dare il via ad un vero e proprio Festival del Gioco nel prossimo settembre. Va detto che in pochi anni abbiamo moltiplicato il numero degli incontri, dei partecipanti e delle locations in cui operiamo, abbiamo sostenuto attività giocose di enti commerciali e siamo tra i fondatori della rievocazione storica di Orvieto, i Ludi alla Fortezza, che ha superato i 2.000 paganti ed i 100 partecipanti in costume. A questo si deve aggiungere che abbiamo presentato una proposta di rilancio del Centro Storico attraverso la “Casa Comune delle Associazioni”, le ludoteche e lo sviluppo di iniziative di ludodidattica. Insomma per essere degli hobbysti ci stiamo dando davvero molto da fare, in maniera sana, creativa e migliorativa. E questo mi rende molto orgoglioso. Nel video qui sotto tracciamo un piccolo bilancio di quest’anno vissuto “ludicamente”. Gustatevelo.

 

Il guardiano della soglia

VOGLIAMO INTERNET IN SOLA LETTURA?

Tanto tempo fa, era il 1998 o giù di li, litigai (si fa per dire) con Tiziano Scarpa (lo scrittore) e con la direzione del mio cliente Galassia Gutemberg (la manifestazione editoriale) a cui fornivo prodotti e servizi informatici e web. Il tema era semplice: l’accesso alla rete.
La tesi era quella troppo spesso rilanciata con le parole (incomprese) di Umberto Eco per la quale non è possibile che tutti abbiano lo stesso spazio di scrittura e visibilità sulla rete. Loro argomentavano online che occorreva un guardiano della soglia a fare da cuscinetto in modo che non ci fosse confusione tra chi potesse direttamente pubblicare scritti, idee, commenti e coloro che questo diritto non se lo fossero ancora guadagnato in qualche modo, ad esempio per titoli o per esami. Io, vuoi per natura, vuoi per quella che si sarebbe detta “etica hacker”, sono per il massimo accesso e possibilità d’interazione in spazi pubblici a fronte di temi pubblici, anche se al contrario sono per la massima riservatezza su temi privati, ed ovviamente non ci poteva essere che una flame, una discussione combattiva ma inconcludente. Questa infatti è una delle discussioni sulle libertà che o accetti o non accetti, vie intermedie sono improbabili. Così a distanza di molti anni Continua a leggere “Il guardiano della soglia”

l’Europa a cui stiamo lavorando.

 – SULL’EUROPA FACCIAMO I FATTI ALTRI PARLANO E BASTA –

L’anno scorso in questi giorni ci apprestavamo a portare da #Orvieto al Parlamento Europeo in attimino la questione del riconoscimento del contributo dei lavoratori italiani alla fondazione dell’Europa così come la conosciamo, con i cittadini che possono transitare da un paese all’altro ed avere la pensione ed i diritti esattamente come i cittadini dello stato ospitante.
E’ un argomento del quale capiamo più di qualcosina e che ha coinvolto numerosi dignitari, ambasciatori, rappresentanti della Commissione Europea, storici, esperti e, naturalmente, le comunità italiane del Belgio. Gli italiani furono i battistrada, gli italiani portarono lavoro e pace in tutto il continente.
E finalmente grazie a Lucia Vergaglia, una caparbia consigliera comunale di Orvieto, per giunta del M5S, c’è stato questo primo ed importante riconoscimento.


Che oggi le istituzioni europee siano ostaggio di una burocrazia lontana alle esigenze di comunità e singoli non c’è dubbio, così come non c’è dubbio che la capacità di essere eredi di quello spirito di progresso e superamento dei conflitti in armi non si è visto nei partiti tradizionali italiani (dagli altri paesi i partiti progressisti, ed i socialisti, invece ci hanno sostenuto ed accompagnato in questa iniziativa internazionale).
Noi sappiamo che siamo cittadini europei ma sappiamo che bisogna riconoscere il sacrificio che fu fatto perchè la Comunità Europea fosse la casa di tutti ed offrisse lavoro, progresso economico e sociale.

“Abbiamo perso vent’anni di Pil con questi governi, una generazione perduta.” (Boccia, Confindustria, Maggio 2017)

Con l’Unione Europea, cioè con i trattati che hanno sostituito quelli comunitari, purtroppo dobbiamo registrare che quel progresso si è fermato in molti, troppi paesi. Il nostro Pil, denunciano più voci ma soprattutto Boccia di Confindustria, fatti i dovuti aggiustamenti contabili è sostanzialmente quello del 2000, nessun progresso, quasi vent’anni, una generazione, cancellata e l’Euro era presente in questo periodo e, con questa #governance ha arricchito per lo più la Germania e questo è un dato di fatto su cui ragionare.
Come cittadini europei ci impegniamo a non dimenticare i sacrifici fatti dagli italiani degli accordi braccia per carbone, ad onorarne lo sforzo per quel progresso economico e sociale che ha nel passato rappresentato l’Europa.

E lo facciamo con i fatti, con la dedizione, la testimonianza e l’azione, e con il merito riconosciuto a chi lo ha per davvero. Questa è l’Europa che vogliamo, a questa Europa stiamo lavorando.

Ed è scarso il rispetto che tributiamo a chi non ha avuto la spina dorsale, l’intelletto o la cultura per riconoscere questo nostro impegno pur vedendolo, sia qui ad Orvieto che lassù, nel cuore d’Europa.

Propaganda comunale

– PROPAGANDA –

“La Nazione” in un articolo di Claudio Lattanzi nell’edizione di domenica 28 maggio espone un fatto che abbiamo notato tutti.
L’amministrazione di #Orvieto sta usando tecniche di comunicazione volte a promuovere se stessa invece che informare. Se fosse vero spiegherebbe l’accentramento di eventi di quelli a massiccia contribuzione in pochi weekend in modo da poter proporre foto con molta gente e ridurre il rischio di flop. Insomma sembra che invece di destagionalizzare preferiscano mettere il cappello sul normale flusso turistico.
Se così fosse avremmo a che fare con persone che invece di amministrare per il meglio cannibalizzano le poche forze residue per un interesse di propaganda.
Io sospendo il giudizio ma la vicenda Wine Show va sicuramente chiarita e la propaganda sul Sole 24 Ore con le “loro eccellenze” in bella foto va stigmatizzata ed onestamente giudicata insulsa e perdente. Detto questo in ultima analisi considerate che queste autodifese d’ufficio “non petite” possono anche significare che sta per saltare il banco dall’interno.

Braccio di ferro con gli Usa senza il regno unito e la russia

 – G7: FIGURA PESSIMA IN CASA NOSTRA –

Trump rideva a Taormina, c’erano documenti da firmare pronti da un anno con le diplomazie al lavoro giorno e notte, con i delicati equilibri da rispettare e ci siamo ritrovati, in casa, Gentiloni con un pugno di mosche e l’Europa rappresentata nella rabbia della Merkel, priva della forza necessaria per incidere.
Eppure sembra chiaro che se si vuole stare al tavolo a fare a braccio di ferro bisogna essere quanto meno della stessa categoria di peso. L’Unione Europea si sta indebolendo, minata nel mediterraneo da una crisi infinita, schiacciata finanziariamente da un Euro senza freni che avvantaggia, contro ogni logica e contro i trattati stessi, i paesi del Nord, priva del futuro sostegno del Regno Unito (e del Commonwealth) che, anzi, diventa un competitore in costanza di CETA (altra genialata appena ratificata) in grado d’incunearsi agevolmente nell’asfittica economia di noialtri. Privi dell’alleanza anzi in aperta ostilità con la Russia pretendiamo di mettere sugli attenti gli Stati Uniti d’America?
Ma su, era uno scherzo e quel buontempone di Trump giustamente si è messo a ridere mentre faceva barchettine ed aereoplanini con i fogli da firmare e mentre concedevamo al Canada le chiavi di casa col CETA.